Il saggio discute criticamente la proposta interpretativa del volume di M. Ciliberto, La democrazia dispotica che utilizza alcuni classici della storia del pensiero politico, in particolare Tocqueville, Marx, Weber, Gramsci per interpretare la realtà della democrazia contemporanea. Il saggio problematizza questa proposta metodologica, osservando che la rilevanza del pensiero politico deve essere sempre essere commisurata alla realtà storico-costitzionale di un'epoca. Così la riflessione sulla realtà americana viene precisamente distinta da Tocqueville dall'analisi della realtà costituzionale francese. La necessità di questo approccio metodologico emerge in particolare là dove, sulla scorta di Tocqueville, si impone l'esigenza di mettere in rapporto la continuità dell'apparato amministrativo con i diversi regimi politici - dall'Ancien Régime, alla rivoluzione, all'età dell'impero, alla democrazia - per cogliere appieno come quella realtà istituzionale muti le proprie finalità nei differenti contesti. In breve: l'opera di Tocqueville insegna a costruire il rapporto tra i modelli e i contesti storico-costituzionali. L'opera di Marx continua a rimanere un esempio fondamentale di critica dell'ideologia e gli scritti di Weber continuano a mostrare la loro vitalità nell'analisi del rapporto tra democrazia e demagogia. Di questi classici continua a rimanere principalmente l'insegnamento della necessità di ricostruire i "legami sociali" che si sono dissolti nella realtà dell'individualismo dopo la fine della società per ceti (K. Marx), o nell'omologazione dei comportamenti delle democrazie di massa (A.de Tocqueville), o nell'immediatezza del rapporto con il capo carismatico (. M. Weber).

La democrazia verso il dispotismo? Considerazioni sul volume di M. Ciliberto, La democrazia dispotica

GOZZI, GUSTAVO
2011

Abstract

Il saggio discute criticamente la proposta interpretativa del volume di M. Ciliberto, La democrazia dispotica che utilizza alcuni classici della storia del pensiero politico, in particolare Tocqueville, Marx, Weber, Gramsci per interpretare la realtà della democrazia contemporanea. Il saggio problematizza questa proposta metodologica, osservando che la rilevanza del pensiero politico deve essere sempre essere commisurata alla realtà storico-costitzionale di un'epoca. Così la riflessione sulla realtà americana viene precisamente distinta da Tocqueville dall'analisi della realtà costituzionale francese. La necessità di questo approccio metodologico emerge in particolare là dove, sulla scorta di Tocqueville, si impone l'esigenza di mettere in rapporto la continuità dell'apparato amministrativo con i diversi regimi politici - dall'Ancien Régime, alla rivoluzione, all'età dell'impero, alla democrazia - per cogliere appieno come quella realtà istituzionale muti le proprie finalità nei differenti contesti. In breve: l'opera di Tocqueville insegna a costruire il rapporto tra i modelli e i contesti storico-costituzionali. L'opera di Marx continua a rimanere un esempio fondamentale di critica dell'ideologia e gli scritti di Weber continuano a mostrare la loro vitalità nell'analisi del rapporto tra democrazia e demagogia. Di questi classici continua a rimanere principalmente l'insegnamento della necessità di ricostruire i "legami sociali" che si sono dissolti nella realtà dell'individualismo dopo la fine della società per ceti (K. Marx), o nell'omologazione dei comportamenti delle democrazie di massa (A.de Tocqueville), o nell'immediatezza del rapporto con il capo carismatico (. M. Weber).
G. Gozzi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/115286
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