L'articolo costituisce un capitolo del secondo volume dell'Atlante della letteratura italiana uscito da Einaudi a cura di Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà. E' dedicato all'opera di Girolamo Tiraboschi, di cui si è esaminata l'attività di rinnovamento culturale operata da Tiraboschi nella sua funzione di direttore della Biblioteca Estense, sensibile al ruolo nuovo dell'intellettuale istituzionale, ma anche attento ai valori della tradizione. Grande attenzione è stata portata poi, in particolare, alla sua monumentale Storia della letteratura italiana: opera che offre un quadro molto articolato della cultura italiana dalle origini al Seicento che Tiraboschi ricostruisce con ordine metodico nei quattordici volumi della prima edizione (1772-1782) - sedici già nella seconda (1787-1794) -, e in cui l’emergenza di una dialettica di progresso e regresso rinvia al problema classico della critica storica dell’età, da Fontenelle a Hume, da Gibbon a Montesquieu, da Andrès a Boscovich: quali le ragioni della grandezza della cultura, quali le cause della sua “decadenza”? Politica dei principi, natura dei governi, migrazioni di popoli e influenze di altre nazioni, clima?, si domandava Tiraboschi teorico di una storia sottomessa al principio di causa. Ma le cause fisiche e morali tradizionali non convincevano completamente Tiraboschi storico della cultura: attento alla peculiarità e alla specificità della situazione italiana, egli ne moltiplicava anzi le ragioni e le rendeva più congrue, facendo valere i diritti della contingenza e della singolarità, e rifiutando, nel contempo, la prospettiva unitaria di una storia universale.

Raccontare l'Italia

SPALLANZANI, MARIAFRANCA
2011

Abstract

L'articolo costituisce un capitolo del secondo volume dell'Atlante della letteratura italiana uscito da Einaudi a cura di Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà. E' dedicato all'opera di Girolamo Tiraboschi, di cui si è esaminata l'attività di rinnovamento culturale operata da Tiraboschi nella sua funzione di direttore della Biblioteca Estense, sensibile al ruolo nuovo dell'intellettuale istituzionale, ma anche attento ai valori della tradizione. Grande attenzione è stata portata poi, in particolare, alla sua monumentale Storia della letteratura italiana: opera che offre un quadro molto articolato della cultura italiana dalle origini al Seicento che Tiraboschi ricostruisce con ordine metodico nei quattordici volumi della prima edizione (1772-1782) - sedici già nella seconda (1787-1794) -, e in cui l’emergenza di una dialettica di progresso e regresso rinvia al problema classico della critica storica dell’età, da Fontenelle a Hume, da Gibbon a Montesquieu, da Andrès a Boscovich: quali le ragioni della grandezza della cultura, quali le cause della sua “decadenza”? Politica dei principi, natura dei governi, migrazioni di popoli e influenze di altre nazioni, clima?, si domandava Tiraboschi teorico di una storia sottomessa al principio di causa. Ma le cause fisiche e morali tradizionali non convincevano completamente Tiraboschi storico della cultura: attento alla peculiarità e alla specificità della situazione italiana, egli ne moltiplicava anzi le ragioni e le rendeva più congrue, facendo valere i diritti della contingenza e della singolarità, e rifiutando, nel contempo, la prospettiva unitaria di una storia universale.
Atlante della letteratura italiana II. Dalla Controriforma alla Restaurazione, a cura di E. Irace
742
748
M. Spallanzani
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