Com'è ben noto, la tecnica dello svezzamento precoce, consiste nel togliere precocemente il suinetto dalla scrofa. Questo costringe l’allevatore a lavorare con un’animale molto giovane ed ancora immaturo dal punto di vista funzionale, sia per le funzioni digestive che per quelle immunitarie. Con il termine “immaturo” non si intende la completa mancanza della funzionalità di questi meccanismi: è infatti più corretto parlare di una ridotta funzionalità. Nella pratica queste lacune funzionali spesso si sommano, creando una catena di eventi che portano allo sviluppo di infezioni a carico del tratto intestinale. In considerazione del fatto che l’età allo svezzamento non sembra essere destinata ad aumentare, per esigenze economico/gestionali degli allevamenti moderni, non resta che aiutare i suinetti a superare questo delicato periodo. A livello europeo sono ormai molti gli acidi organici ed i loro sali presenti nel Registro Comunitario degli Additivi Alimentari ad uso Zootecnico, questo permette di avere un’ampia scelta di prodotti su cui lavorare al fine di ottenere un controllo soddisfacente della microflora intestinale. Ad alcuni acidi organici sono ascritte ulteriori proprietà biologiche, che stando alla letteratura permettono di migliorare la ripresa della funzionalità intestinale successivamente ad eventi stressanti che avvengono a carico della mucosa intestinale. Ne è un esempio l’acido butirrico, o per meglio dire la sua forma salificata, già noto per la terapia, nell’uomo, di tumori al colon grazie alla sua capacità di modulare la moltiplicazione cellulare della mucosa. Nel complesso i risultati presenti in bibliografia indicano che il butirrato protetto o non può contribuire a garantire migliori prestazioni nell'immediato post-svezzamento dei suini tenuti in condizioni pratiche d’allevamento.

Il butirrato aiuta i suinetti nella fase dello svezzamento

BOSI, PAOLO;TREVISI, PAOLO
2009

Abstract

Com'è ben noto, la tecnica dello svezzamento precoce, consiste nel togliere precocemente il suinetto dalla scrofa. Questo costringe l’allevatore a lavorare con un’animale molto giovane ed ancora immaturo dal punto di vista funzionale, sia per le funzioni digestive che per quelle immunitarie. Con il termine “immaturo” non si intende la completa mancanza della funzionalità di questi meccanismi: è infatti più corretto parlare di una ridotta funzionalità. Nella pratica queste lacune funzionali spesso si sommano, creando una catena di eventi che portano allo sviluppo di infezioni a carico del tratto intestinale. In considerazione del fatto che l’età allo svezzamento non sembra essere destinata ad aumentare, per esigenze economico/gestionali degli allevamenti moderni, non resta che aiutare i suinetti a superare questo delicato periodo. A livello europeo sono ormai molti gli acidi organici ed i loro sali presenti nel Registro Comunitario degli Additivi Alimentari ad uso Zootecnico, questo permette di avere un’ampia scelta di prodotti su cui lavorare al fine di ottenere un controllo soddisfacente della microflora intestinale. Ad alcuni acidi organici sono ascritte ulteriori proprietà biologiche, che stando alla letteratura permettono di migliorare la ripresa della funzionalità intestinale successivamente ad eventi stressanti che avvengono a carico della mucosa intestinale. Ne è un esempio l’acido butirrico, o per meglio dire la sua forma salificata, già noto per la terapia, nell’uomo, di tumori al colon grazie alla sua capacità di modulare la moltiplicazione cellulare della mucosa. Nel complesso i risultati presenti in bibliografia indicano che il butirrato protetto o non può contribuire a garantire migliori prestazioni nell'immediato post-svezzamento dei suini tenuti in condizioni pratiche d’allevamento.
2009
Bosi P.; Maffezzoli D.; Trevisi P.
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