Riprendendo la ricerca dell'Istituto Cattaneo su Fratelli d'Italia, l'articolo critica due retoriche partigiane speculari: quella dei sostenitori, che rivendica una continuità ideale della destra, e quella dei detrattori, che la inchioda alle sue radici neofasciste. Ricostruisce invece i ripetuti cambi di marcia del gruppo dirigente, dal Msi ad An e al Pdl, fino alla svolta nazional-conservatrice del 2014 e alla competizione vinta con Salvini per la guida del centrodestra. Dopo oltre un anno di governo Meloni, ne esamina le scelte in Europa, sull'immigrazione, sul Piano Mattei e sulle battaglie identitarie, concludendo che l'ascesa di FdI non ha peggiorato in modo significativo la qualità della democrazia italiana. I problemi principali sono semmai l'organizzazione chiusa e poco democratica del partito e l'asimmetria del bipolarismo, con un campo alternativo oggi incomponibile.
Vassallo, S. (2024). La destra di Giorgia Meloni. IL MULINO, 73(1), 120-130 [10.1402/112721].
La destra di Giorgia Meloni
Vassallo, Salvatore
2024
Abstract
Riprendendo la ricerca dell'Istituto Cattaneo su Fratelli d'Italia, l'articolo critica due retoriche partigiane speculari: quella dei sostenitori, che rivendica una continuità ideale della destra, e quella dei detrattori, che la inchioda alle sue radici neofasciste. Ricostruisce invece i ripetuti cambi di marcia del gruppo dirigente, dal Msi ad An e al Pdl, fino alla svolta nazional-conservatrice del 2014 e alla competizione vinta con Salvini per la guida del centrodestra. Dopo oltre un anno di governo Meloni, ne esamina le scelte in Europa, sull'immigrazione, sul Piano Mattei e sulle battaglie identitarie, concludendo che l'ascesa di FdI non ha peggiorato in modo significativo la qualità della democrazia italiana. I problemi principali sono semmai l'organizzazione chiusa e poco democratica del partito e l'asimmetria del bipolarismo, con un campo alternativo oggi incomponibile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



