Il contributo propone una rilettura delle cosiddette Terme bizantine del Settore L di Gortina (Mitropolis, Creta), attraverso l’analisi delle caratteristiche architettoniche, delle tecniche costruttive, della sequenza stratigrafica e dei rapporti con il tessuto urbano circostante. L’esame comparativo delle murature e della planimetria consente di precisare la cronologia della prima fase dell’edificio, tradizionalmente definito “bizantino”, proponendone la costruzione intorno alla metà del V secolo. L’analisi delle successive trasformazioni permette inoltre di distinguere diverse fasi di utilizzo: dalla funzione termale, mantenuta probabilmente fino al terremoto del 618, alla rifunzionalizzazione abitativa e produttiva successiva al sisma, fino alla trasformazione del frigidarium in una piccola cappella tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo. Particolare attenzione è dedicata agli elementi architettonici e decorativi che concorrono a sostenere quest’ultima interpretazione, nonché al rapporto tra le trasformazioni dell’edificio, le sepolture e i più ampi cambiamenti del quartiere cristiano. Infine, la posizione topografica, le dimensioni e la configurazione dell’impianto vengono riesaminate alla luce della ricostruzione della maglia urbana di Gortina, proponendo l’ipotesi che le terme potessero costituire pertinenza di una residenza aristocratica piuttosto che un edificio pubblico. Il caso del Settore L offre così un significativo esempio delle trasformazioni funzionali e urbane che interessarono Gortina tra la tarda antichità e l’età protobizantina, in rapporto ai mutamenti socio-culturali e agli eventi sismici che modificarono progressivamente il paesaggio della città.
Lamanna, C. (2026). Alcune osservazioni sulle Terme bizantine di Gortina (Mitropolis, Creta). Palermo : Palermo University Press.
Alcune osservazioni sulle Terme bizantine di Gortina (Mitropolis, Creta)
Claudia Lamanna
Primo
2026
Abstract
Il contributo propone una rilettura delle cosiddette Terme bizantine del Settore L di Gortina (Mitropolis, Creta), attraverso l’analisi delle caratteristiche architettoniche, delle tecniche costruttive, della sequenza stratigrafica e dei rapporti con il tessuto urbano circostante. L’esame comparativo delle murature e della planimetria consente di precisare la cronologia della prima fase dell’edificio, tradizionalmente definito “bizantino”, proponendone la costruzione intorno alla metà del V secolo. L’analisi delle successive trasformazioni permette inoltre di distinguere diverse fasi di utilizzo: dalla funzione termale, mantenuta probabilmente fino al terremoto del 618, alla rifunzionalizzazione abitativa e produttiva successiva al sisma, fino alla trasformazione del frigidarium in una piccola cappella tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo. Particolare attenzione è dedicata agli elementi architettonici e decorativi che concorrono a sostenere quest’ultima interpretazione, nonché al rapporto tra le trasformazioni dell’edificio, le sepolture e i più ampi cambiamenti del quartiere cristiano. Infine, la posizione topografica, le dimensioni e la configurazione dell’impianto vengono riesaminate alla luce della ricostruzione della maglia urbana di Gortina, proponendo l’ipotesi che le terme potessero costituire pertinenza di una residenza aristocratica piuttosto che un edificio pubblico. Il caso del Settore L offre così un significativo esempio delle trasformazioni funzionali e urbane che interessarono Gortina tra la tarda antichità e l’età protobizantina, in rapporto ai mutamenti socio-culturali e agli eventi sismici che modificarono progressivamente il paesaggio della città.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



