La lettura linguistica della commedia L'uomo che andrà in America (1962) descrive la crescente abilità tecnica di Buzzati nella costruzione e nell'uso delle didascalie. Predominano le didascalie legate alla voce, che guidano nel dettaglio gli attori (pause, intonazione, psicologia). Conferma inoltre la particolare sensibilità di Buzzati nel differenziare le lingue parlate in scena: ogni personaggio possiede una personalità linguistica ben definita e riconoscibile. Infine, mostra come lavora il «secondo» Buzzati, svelando una rete di rimandi intratestuali (Il critico d’arte, 1956; Al caffè letterario, 1957; Mondanità, 1958; Il maestro, 1960).
Atzori, F. (2026). «Ma tanto! Alla mia età! Ormai». Lettura dell’Uomo che andrà in America. CULTURE TEATRALI, annale 2025(34), 159-175 [10.53235/2036-5624/273].
«Ma tanto! Alla mia età! Ormai». Lettura dell’Uomo che andrà in America.
Atzori Fabio
2026
Abstract
La lettura linguistica della commedia L'uomo che andrà in America (1962) descrive la crescente abilità tecnica di Buzzati nella costruzione e nell'uso delle didascalie. Predominano le didascalie legate alla voce, che guidano nel dettaglio gli attori (pause, intonazione, psicologia). Conferma inoltre la particolare sensibilità di Buzzati nel differenziare le lingue parlate in scena: ogni personaggio possiede una personalità linguistica ben definita e riconoscibile. Infine, mostra come lavora il «secondo» Buzzati, svelando una rete di rimandi intratestuali (Il critico d’arte, 1956; Al caffè letterario, 1957; Mondanità, 1958; Il maestro, 1960).| File | Dimensione | Formato | |
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