Questo articolo propone un’analisi del romanzo "Nadie quiere saber" (2013) di Alicia Giménez Bartlett, nono episodio della serie (su 14 finora pubblicati, inclusa la raccolta di racconti del 2025), inaugurata nel 1996, dedicata all’ispettrice Petra Delicado e al viceispettore Fermín Garzón, concentrando l’attenzione sul rapporto tra spazio urbano e investigazione. L’analisi tiene in considerazione le principali teorie del genere poliziesco e, in particolare, utilizza studi critici sullo spazio urbano, mostrando come Barcellona, città-matrice della serie, funzioni come una “seconda pelle” narrativa, una città assimilata, mentre Roma, dove l’indagine si sviluppa, si offra come città-specchio, luogo di rischio e di rivelazione. Verranno evidenziati recenti fenomeni di globalizzazione metropolitana come la gentrificazione, la "urbanalización" e i non-luoghi. Si propone infine, alla luce del concetto foucaultiano di eterotopia, un’interpretazione dello spazio urbano come dispositivo che organizza, attraverso il crimine, false piste, rispecchiamenti, stereotipi e nuove scoperte, memoria culturale e segreti familiari.
Contadini, L. (In stampa/Attività in corso). Due città per un delitto. Lo spazio urbano in "Nadie quiere saber" di Alicia Giménez Bartlett. NUOVA CORRENTE, 178, 1-14.
Due città per un delitto. Lo spazio urbano in "Nadie quiere saber" di Alicia Giménez Bartlett
Luigi Contadini
In corso di stampa
Abstract
Questo articolo propone un’analisi del romanzo "Nadie quiere saber" (2013) di Alicia Giménez Bartlett, nono episodio della serie (su 14 finora pubblicati, inclusa la raccolta di racconti del 2025), inaugurata nel 1996, dedicata all’ispettrice Petra Delicado e al viceispettore Fermín Garzón, concentrando l’attenzione sul rapporto tra spazio urbano e investigazione. L’analisi tiene in considerazione le principali teorie del genere poliziesco e, in particolare, utilizza studi critici sullo spazio urbano, mostrando come Barcellona, città-matrice della serie, funzioni come una “seconda pelle” narrativa, una città assimilata, mentre Roma, dove l’indagine si sviluppa, si offra come città-specchio, luogo di rischio e di rivelazione. Verranno evidenziati recenti fenomeni di globalizzazione metropolitana come la gentrificazione, la "urbanalización" e i non-luoghi. Si propone infine, alla luce del concetto foucaultiano di eterotopia, un’interpretazione dello spazio urbano come dispositivo che organizza, attraverso il crimine, false piste, rispecchiamenti, stereotipi e nuove scoperte, memoria culturale e segreti familiari.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



