Questo articolo si inserisce nei dibattiti storiografici che hanno accompagnato il centenario della marcia su Roma interrogandosi su come le violenze fasciste del 1921-22 siano state rappresentate dagli attori politici e dalle forze dell’ordine nel circondario di Rimini. Così facendo, si intende porre in discussione dei punti vista consolidati nella storiografia locale, che ha per lungo tempo teso a circoscrivere le analisi sui fatti in esame e i personaggi coinvolti alle vicende di singoli partiti, adottando spesso un punto di vista militante o vittimistico. L’analisi della documentazione proveniente dall’Archivio Centrale dello Stato, da quello del locale Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea e della Biblioteca Gambalunghiana di Rimini permette di costruire un quadro multiprospettico sul tema dei conflitti politici e sociali, evidenziando che, a Rimini, come altrove, il principio del monopolio statale della violenza fu costantemente posto in discussione. Ciò spianò la via alla diffusione dell’idea che sia la forza a creare il diritto, consentendo ai fascisti di giustificare le proprie attività extra-legali e porre le basi del regime.
Espinoza, F. (2022). “Una viva ed intensa agitazione”. Violenza e crisi dello Stato liberale a Rimini nel primo dopoguerra (1919-1922). PROGRESSUS, IX(2), 113-132.
“Una viva ed intensa agitazione”. Violenza e crisi dello Stato liberale a Rimini nel primo dopoguerra (1919-1922)
Filippo Espinoza
2022
Abstract
Questo articolo si inserisce nei dibattiti storiografici che hanno accompagnato il centenario della marcia su Roma interrogandosi su come le violenze fasciste del 1921-22 siano state rappresentate dagli attori politici e dalle forze dell’ordine nel circondario di Rimini. Così facendo, si intende porre in discussione dei punti vista consolidati nella storiografia locale, che ha per lungo tempo teso a circoscrivere le analisi sui fatti in esame e i personaggi coinvolti alle vicende di singoli partiti, adottando spesso un punto di vista militante o vittimistico. L’analisi della documentazione proveniente dall’Archivio Centrale dello Stato, da quello del locale Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea e della Biblioteca Gambalunghiana di Rimini permette di costruire un quadro multiprospettico sul tema dei conflitti politici e sociali, evidenziando che, a Rimini, come altrove, il principio del monopolio statale della violenza fu costantemente posto in discussione. Ciò spianò la via alla diffusione dell’idea che sia la forza a creare il diritto, consentendo ai fascisti di giustificare le proprie attività extra-legali e porre le basi del regime.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



