L'articolo esamina la questione della religione nell’Encyclopédie secondo tre modalità: I. una modalità morfologica ed epistemologica che si interroga sulla collocazione della religione all'interno della struttura dell’”albero delle conoscenze umane”, e ne indaga lo statuto concettuale di “Storia sacra” e “Scienza di Dio”, che abbandonano la rivelazione e l’ontologia e trovano un senso e una verità nell’ambito di un sapere tutto umano. “Siamo uomini prima di essere cristiani”, si legge alla voce Raison; II. una modalità storica ed archivistica che descrive le strategie della comunicazione messe in opera dagli enciclopedisti, in particolare l’organizzazione, la distribuzione e i rimandi degli articoli consacrati alla religione nei volumi di testo, le vicissitudini editoriali di questa parte estremamente esposta alla critica e alla censura, non meno che gli argomenti elaborati dai diversi autori in difesa dell’impresa “del secolo filosofico”; III. una modalità di analisi tematica, che tenta la ricomposizione delle proposte teoriche generali degli enciclopedisti e dei nuclei concettuali specifici ai vari ambiti, presentandoli nella loro diversità e pesandone la rispettiva autorità. Cercando in tal modo di rispettare il carattere dell’opera, Encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers par une société de gens de lettres: che, in quanto dictionnaire, deve spiegare i principi generali su cui si fonda ogni scienza e arte, liberale o meccanica, e i più notevoli particolari che ne costituiscono il corpo” dopo averli esaminati senza eccezioni e senza riguardi, con una totale libertà nei confronti degli autori e dei libri; ma che, come encyclopédie, si propone di ricomporre in un sistema generale ciò che l’ordine alfabetico del dizionario frammenta, “esponendo nel modo più esatto possibile l’ordine e la connessione delle conoscenze umane”– la parola encyclopédie, spiega Diderot all’articolo Encyclopédie, rimanda “all’ordine e al concatenamento delle scienze”. Redatta da un autore plurale, une société de gens de lettres - “non credo che ad una sola persona sia dato possedere tutto lo scibile”, nemmeno nei suoi principi elementari, chiarisce Diderot -, l’Encyclopédie è opera di una società di scrittori e di artisti liberi e indipendenti dai vari ordini religiosi come dai corpi accademici: opera che, secondo i Philosophes, soltanto un secolo filosofico poteva tentare per l'audacia intellettuale che esige dai collaboratori e per l'atteggiamento critico e le istanze pratiche che ne sostengono l’ideazione e la realizzazione. L’esame della religione viene ad assumere così un valore esemplare delle domande e delle risorse dell’esprit philosophique che la anima.

"Siamo uomini prima di essere cristiani". Religione ed Encyclopédie

SPALLANZANI, MARIAFRANCA
2011

Abstract

L'articolo esamina la questione della religione nell’Encyclopédie secondo tre modalità: I. una modalità morfologica ed epistemologica che si interroga sulla collocazione della religione all'interno della struttura dell’”albero delle conoscenze umane”, e ne indaga lo statuto concettuale di “Storia sacra” e “Scienza di Dio”, che abbandonano la rivelazione e l’ontologia e trovano un senso e una verità nell’ambito di un sapere tutto umano. “Siamo uomini prima di essere cristiani”, si legge alla voce Raison; II. una modalità storica ed archivistica che descrive le strategie della comunicazione messe in opera dagli enciclopedisti, in particolare l’organizzazione, la distribuzione e i rimandi degli articoli consacrati alla religione nei volumi di testo, le vicissitudini editoriali di questa parte estremamente esposta alla critica e alla censura, non meno che gli argomenti elaborati dai diversi autori in difesa dell’impresa “del secolo filosofico”; III. una modalità di analisi tematica, che tenta la ricomposizione delle proposte teoriche generali degli enciclopedisti e dei nuclei concettuali specifici ai vari ambiti, presentandoli nella loro diversità e pesandone la rispettiva autorità. Cercando in tal modo di rispettare il carattere dell’opera, Encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers par une société de gens de lettres: che, in quanto dictionnaire, deve spiegare i principi generali su cui si fonda ogni scienza e arte, liberale o meccanica, e i più notevoli particolari che ne costituiscono il corpo” dopo averli esaminati senza eccezioni e senza riguardi, con una totale libertà nei confronti degli autori e dei libri; ma che, come encyclopédie, si propone di ricomporre in un sistema generale ciò che l’ordine alfabetico del dizionario frammenta, “esponendo nel modo più esatto possibile l’ordine e la connessione delle conoscenze umane”– la parola encyclopédie, spiega Diderot all’articolo Encyclopédie, rimanda “all’ordine e al concatenamento delle scienze”. Redatta da un autore plurale, une société de gens de lettres - “non credo che ad una sola persona sia dato possedere tutto lo scibile”, nemmeno nei suoi principi elementari, chiarisce Diderot -, l’Encyclopédie è opera di una società di scrittori e di artisti liberi e indipendenti dai vari ordini religiosi come dai corpi accademici: opera che, secondo i Philosophes, soltanto un secolo filosofico poteva tentare per l'audacia intellettuale che esige dai collaboratori e per l'atteggiamento critico e le istanze pratiche che ne sostengono l’ideazione e la realizzazione. L’esame della religione viene ad assumere così un valore esemplare delle domande e delle risorse dell’esprit philosophique che la anima.
I filosofi e la società senza religione
199
236
M. Spallanzani
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