Il caso oggetto delle quattro decisioni qui pubblicate – spesso evocato come “strage di Ferragosto” – è assai noto: per la rilevanza mediatica dovuta alla sua eccezionale gravità, ma anche perché il suo esito decisorio non è ancora riuscito a trovare un punto fermo. Dalla sentenza di Cassazione del 2021 si sono succedute almeno due tappe di rilievo: la concessione per uno dei condannati della grazia parziale, da parte del Presidente della Repubblica, nel dicembre 2025, e, nel giugno 2026, l’ordinanza di ammissione dell’istanza di revisione presentata dai difensori dei condannati riguardo alla sentenza di condanna resa dalla Corte d’Assise di Catania nel 2017 e confermata dalla Corte d’Assise di Appello di Catania nel 2020. Inoltre, la vicenda ha avuto un’ampia diffusione presso un pubblico di non addetti ai lavori, a seguito della pubblicazione di un libro che ha già ottenuto premi significativi e nel quale viene narrato il punto di vista di uno dei condannati. Le questioni sul tappeto nella prospettiva sostanziale sono diverse, toccando innanzitutto il profilo della giurisdizione del giudice italiano; per poi riguardare il tema del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e in rapporto ad esso la controvertibile esclusione della scriminante dello stato di necessità; ancora, la possibilità di configurare il concorso di persone nel reato in capo agli imputati, pur non essendo stati reclutati sin dall’inizio con il ruolo di trafficanti di esseri umani, ma come semplici passeggeri; infine, riguardo all’imputazione di omicidio volontario delle quarantanove vittime, si pone l’accertamento del profilo psicologico, nella forma del dolo eventuale. Non meno necessaria una pur sintetica riflessione anche sui profili di carattere processuale della vicenda, tra i quali si distinguono, in particolare: la veste in cui i dichiaranti avrebbero dovuto essere sentiti ed escussi, la valutazione del loro contributo probatorio e, per finire, le modalità di ricognizione personale degli imputati. La riapertura del caso a seguito dell’ordinanza della Corte di Appello di Messina, che ha anche disposto la scarcerazione dei cinque condannati ricorrenti, sollecita a evidenziare le possibili fragilità dell’impianto sulla cui base era stata riconosciuta la relativa responsabilità penale.
Curi, F., Valentini, E. (2026). La vicenda giudiziaria dei cosiddetti calciatori libici: brevi note sui profili sostanziali e processuali, in vista della revisione. SISTEMA PENALE, nessuno, 1-19.
La vicenda giudiziaria dei cosiddetti calciatori libici: brevi note sui profili sostanziali e processuali, in vista della revisione
francesca curi
;elena valentini
2026
Abstract
Il caso oggetto delle quattro decisioni qui pubblicate – spesso evocato come “strage di Ferragosto” – è assai noto: per la rilevanza mediatica dovuta alla sua eccezionale gravità, ma anche perché il suo esito decisorio non è ancora riuscito a trovare un punto fermo. Dalla sentenza di Cassazione del 2021 si sono succedute almeno due tappe di rilievo: la concessione per uno dei condannati della grazia parziale, da parte del Presidente della Repubblica, nel dicembre 2025, e, nel giugno 2026, l’ordinanza di ammissione dell’istanza di revisione presentata dai difensori dei condannati riguardo alla sentenza di condanna resa dalla Corte d’Assise di Catania nel 2017 e confermata dalla Corte d’Assise di Appello di Catania nel 2020. Inoltre, la vicenda ha avuto un’ampia diffusione presso un pubblico di non addetti ai lavori, a seguito della pubblicazione di un libro che ha già ottenuto premi significativi e nel quale viene narrato il punto di vista di uno dei condannati. Le questioni sul tappeto nella prospettiva sostanziale sono diverse, toccando innanzitutto il profilo della giurisdizione del giudice italiano; per poi riguardare il tema del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare e in rapporto ad esso la controvertibile esclusione della scriminante dello stato di necessità; ancora, la possibilità di configurare il concorso di persone nel reato in capo agli imputati, pur non essendo stati reclutati sin dall’inizio con il ruolo di trafficanti di esseri umani, ma come semplici passeggeri; infine, riguardo all’imputazione di omicidio volontario delle quarantanove vittime, si pone l’accertamento del profilo psicologico, nella forma del dolo eventuale. Non meno necessaria una pur sintetica riflessione anche sui profili di carattere processuale della vicenda, tra i quali si distinguono, in particolare: la veste in cui i dichiaranti avrebbero dovuto essere sentiti ed escussi, la valutazione del loro contributo probatorio e, per finire, le modalità di ricognizione personale degli imputati. La riapertura del caso a seguito dell’ordinanza della Corte di Appello di Messina, che ha anche disposto la scarcerazione dei cinque condannati ricorrenti, sollecita a evidenziare le possibili fragilità dell’impianto sulla cui base era stata riconosciuta la relativa responsabilità penale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



