Il fenomeno della privatizzazione della residenzialità studentesca degli ultimi anni sta sempre più ridefinendo il tessuto urbano delle città universitarie, sollevando interrogativi sul suo impatto e sul beneficio pubblico derivante da interventi privati rivolti agli studenti. L’espansione di queste strutture, sebbene rappresenti una risposta alla crescente domanda abitativa, incide sulle dinamiche economiche e sociali dei quartieri coinvolti. Il caso della Bolognina, a Bologna, costituisce un esempio interessante da indagare per comprendere le esternalità positive e negative di questi sviluppi e valutare in che misura possano contribuire alla publicness urbana. Attraverso la combinazione di analisi spaziali e osservazioni partecipate sul campo, la ricerca esplora il ruolo delle residenze studentesche come elementi di mediazione tra il sistema universitario e il contesto cittadino, interrogandosi sulla loro capacità di generare valore pubblico per la comunità locale. L’indagine considera sia le interazioni sociali che i rischi di segregazione, con l’obiettivo di comprendere se tali strutture possano diventare risorse per il territorio, offrendo spazi e servizi accessibili anche alla popolazione residente e più in generale ai city users. Il contributo si inserisce nel dibattito sulla publicness delle politiche abitative e sulla governance dell’abitare studentesco in relazione alle politiche urbanistiche, indispensabili per bilanciare interessi privati e diritto alla città, ponendo una questione cruciale: gli studentati privati sono infrastrutture sociali capaci di rafforzare i legami urbani o piuttosto generatori di esclusioni?
Bartolucci, S., Bozzetti, A., Santangelo, A. (2026). La privatizzazione dell’abitare studentesco, tra rischi e opportunità. Un’indagine nel quartiere della Bolognina a Bologna. Roma-Milano : Planum Publisher.
La privatizzazione dell’abitare studentesco, tra rischi e opportunità. Un’indagine nel quartiere della Bolognina a Bologna
Silvia Bartolucci;Alessandro Bozzetti;Angela Santangelo
2026
Abstract
Il fenomeno della privatizzazione della residenzialità studentesca degli ultimi anni sta sempre più ridefinendo il tessuto urbano delle città universitarie, sollevando interrogativi sul suo impatto e sul beneficio pubblico derivante da interventi privati rivolti agli studenti. L’espansione di queste strutture, sebbene rappresenti una risposta alla crescente domanda abitativa, incide sulle dinamiche economiche e sociali dei quartieri coinvolti. Il caso della Bolognina, a Bologna, costituisce un esempio interessante da indagare per comprendere le esternalità positive e negative di questi sviluppi e valutare in che misura possano contribuire alla publicness urbana. Attraverso la combinazione di analisi spaziali e osservazioni partecipate sul campo, la ricerca esplora il ruolo delle residenze studentesche come elementi di mediazione tra il sistema universitario e il contesto cittadino, interrogandosi sulla loro capacità di generare valore pubblico per la comunità locale. L’indagine considera sia le interazioni sociali che i rischi di segregazione, con l’obiettivo di comprendere se tali strutture possano diventare risorse per il territorio, offrendo spazi e servizi accessibili anche alla popolazione residente e più in generale ai city users. Il contributo si inserisce nel dibattito sulla publicness delle politiche abitative e sulla governance dell’abitare studentesco in relazione alle politiche urbanistiche, indispensabili per bilanciare interessi privati e diritto alla città, ponendo una questione cruciale: gli studentati privati sono infrastrutture sociali capaci di rafforzare i legami urbani o piuttosto generatori di esclusioni?| File | Dimensione | Formato | |
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