Il governo, con l’ultimo decreto in materia di sicurezza pubblica – il quinto – ha disposto alcune misure con lo scopo di contenere le forme più accese di dissenso che si esprimono in occasione delle manifestazioni di piazza, ovvero nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. In particolare, il fermo di prevenzione di polizia – nel prevedere la facoltà di accompagnare presso gli uffici di polizia, per non più di dodici ore, quelle persone che si suppone possano compiere condotte idonee a creare un concreto pericolo per il pacifico svolgimento del corteo – ha già attirato l’attenzione di alcuni commentatori. Sembra, invece, per il momento passata più inosservata una disposizione che riguarda un luogo chiuso, sottratto per antonomasia allo sguardo collettivo, nel quale si reputa comunemente sia impossibile parlare di esercizio del dissenso e rispetto al quale possono sembrare ridondanti esigenze di repressione o anche solo di rafforzamento del controllo. Mi riferisco all’istituzione totale per eccellenza, ovvero il carcere.

Curi, F. (2026). La torsione neo-autoritaria ha completato il suo giro: dalla punizione della rivolta all’interno del carcere alla non punizione degli agenti penitenziari ‘infiltrati’. PENALE, 16 luglio 2026, 1-10.

La torsione neo-autoritaria ha completato il suo giro: dalla punizione della rivolta all’interno del carcere alla non punizione degli agenti penitenziari ‘infiltrati’

Francesca Curi
2026

Abstract

Il governo, con l’ultimo decreto in materia di sicurezza pubblica – il quinto – ha disposto alcune misure con lo scopo di contenere le forme più accese di dissenso che si esprimono in occasione delle manifestazioni di piazza, ovvero nei luoghi pubblici o aperti al pubblico. In particolare, il fermo di prevenzione di polizia – nel prevedere la facoltà di accompagnare presso gli uffici di polizia, per non più di dodici ore, quelle persone che si suppone possano compiere condotte idonee a creare un concreto pericolo per il pacifico svolgimento del corteo – ha già attirato l’attenzione di alcuni commentatori. Sembra, invece, per il momento passata più inosservata una disposizione che riguarda un luogo chiuso, sottratto per antonomasia allo sguardo collettivo, nel quale si reputa comunemente sia impossibile parlare di esercizio del dissenso e rispetto al quale possono sembrare ridondanti esigenze di repressione o anche solo di rafforzamento del controllo. Mi riferisco all’istituzione totale per eccellenza, ovvero il carcere.
2026
Curi, F. (2026). La torsione neo-autoritaria ha completato il suo giro: dalla punizione della rivolta all’interno del carcere alla non punizione degli agenti penitenziari ‘infiltrati’. PENALE, 16 luglio 2026, 1-10.
Curi, Francesca
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