Il report presenta gli esiti di una ricerca finalizzata a elaborare una soluzione innovativa di welfare abitativo per la città di Bologna, capace di coniugare i principi dell’abitare collaborativo e solidale con il contrasto alle discriminazioni nell’accesso alla casa. L’indagine si concentra sulle forme di svantaggio che interessano, in particolare, le persone con background migratorio e le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+, assumendo la discriminazione abitativa come fenomeno complesso, spesso sommerso e difficilmente rilevabile attraverso i sistemi informativi disponibili. I risultati evidenziano la persistenza di barriere economiche, sociali e simboliche nel mercato della locazione, l’insufficienza dei dispositivi di rilevazione e la necessità di rafforzare il coordinamento tra servizi, istituzioni e soggetti del territorio. Su queste basi, il report formula un’ipotesi operativa di abitare condiviso, articolata in alloggi di diversa dimensione e rivolta a nuclei familiari, persone sole, coppie e piccoli gruppi, con criteri di accesso inclusivi e canoni sostenibili. La proposta individua nell’integrazione tra dimensione abitativa, accompagnamento sociale, prossimità e costruzione di relazioni una possibile leva per ampliare l’accesso alla casa e sperimentare forme più eque, collaborative e territorialmente radicate di welfare abitativo.
Maggio, M. (2026). Prove di innovazione nel welfare abitativo locale. Sfide, criticità e ipotesi operative.
Prove di innovazione nel welfare abitativo locale. Sfide, criticità e ipotesi operative
Manuela Maggio
2026
Abstract
Il report presenta gli esiti di una ricerca finalizzata a elaborare una soluzione innovativa di welfare abitativo per la città di Bologna, capace di coniugare i principi dell’abitare collaborativo e solidale con il contrasto alle discriminazioni nell’accesso alla casa. L’indagine si concentra sulle forme di svantaggio che interessano, in particolare, le persone con background migratorio e le persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+, assumendo la discriminazione abitativa come fenomeno complesso, spesso sommerso e difficilmente rilevabile attraverso i sistemi informativi disponibili. I risultati evidenziano la persistenza di barriere economiche, sociali e simboliche nel mercato della locazione, l’insufficienza dei dispositivi di rilevazione e la necessità di rafforzare il coordinamento tra servizi, istituzioni e soggetti del territorio. Su queste basi, il report formula un’ipotesi operativa di abitare condiviso, articolata in alloggi di diversa dimensione e rivolta a nuclei familiari, persone sole, coppie e piccoli gruppi, con criteri di accesso inclusivi e canoni sostenibili. La proposta individua nell’integrazione tra dimensione abitativa, accompagnamento sociale, prossimità e costruzione di relazioni una possibile leva per ampliare l’accesso alla casa e sperimentare forme più eque, collaborative e territorialmente radicate di welfare abitativo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



