Nei contesti scolastici e formativi contemporanei, caratterizzati da una crescente pluralità culturale e sociale, emerge con forza la necessità di dispositivi pedagogici capaci di dare senso alle differenze senza ridurle a categorie rigide o stereotipate. In questa cornice, le narrazioni si configurano come pratiche educative centrali nei processi di costruzione dell’identità, di riconoscimento dell’altro e di partecipazio- ne democratica, in una prospettiva orientata alla decolonizzazione del sapere e alla valorizzazione di epistemologie plurali. Le scritture femminili afro-italiane, tra cui quelle di Igiaba Scego, Espérance Ha- kuzwimana Ripanti e Nassera Chohra, si configurano come contro-narrazioni para- digmatiche, che rendono visibili soggettività ai margini del discorso pubblico e dei curricoli scolastici, offrendo l’opportunità di esplorare la pluralità delle apparte- nenze, confrontarsi con memorie culturali transnazionali e interrogare criticamente le eredità coloniali. Attraverso queste narrazioni, il contesto scolastico, inteso come luogo di costruzione della conoscenza e del capitale simbolico, può configurarsi come un laboratorio politico e pedagogico orientato al riconoscimento dei saperi plurali, attraverso uno sguardo decoloniale, antirazzista e intersezionale capace di problematizzare i processi di produzione e legittimazione della conoscenza. Il con- fronto con tali esperienze consente a studenti e studentesse di mettere in discussio- ne visioni omogenee e semplificate dell’identità e della cittadinanza, aprendo spazi di riflessione critica e trasformativa travalicando l’obsoleta distinzione tra “noi” e “loro” ereditata dalla modernità coloniale.
Leoni, M. (2026). Narrazioni, identità e cittadinanza: le storie paradigmatiche delle scrittrici afro-italiane.
Narrazioni, identità e cittadinanza: le storie paradigmatiche delle scrittrici afro-italiane
Maila Leoni
2026
Abstract
Nei contesti scolastici e formativi contemporanei, caratterizzati da una crescente pluralità culturale e sociale, emerge con forza la necessità di dispositivi pedagogici capaci di dare senso alle differenze senza ridurle a categorie rigide o stereotipate. In questa cornice, le narrazioni si configurano come pratiche educative centrali nei processi di costruzione dell’identità, di riconoscimento dell’altro e di partecipazio- ne democratica, in una prospettiva orientata alla decolonizzazione del sapere e alla valorizzazione di epistemologie plurali. Le scritture femminili afro-italiane, tra cui quelle di Igiaba Scego, Espérance Ha- kuzwimana Ripanti e Nassera Chohra, si configurano come contro-narrazioni para- digmatiche, che rendono visibili soggettività ai margini del discorso pubblico e dei curricoli scolastici, offrendo l’opportunità di esplorare la pluralità delle apparte- nenze, confrontarsi con memorie culturali transnazionali e interrogare criticamente le eredità coloniali. Attraverso queste narrazioni, il contesto scolastico, inteso come luogo di costruzione della conoscenza e del capitale simbolico, può configurarsi come un laboratorio politico e pedagogico orientato al riconoscimento dei saperi plurali, attraverso uno sguardo decoloniale, antirazzista e intersezionale capace di problematizzare i processi di produzione e legittimazione della conoscenza. Il con- fronto con tali esperienze consente a studenti e studentesse di mettere in discussio- ne visioni omogenee e semplificate dell’identità e della cittadinanza, aprendo spazi di riflessione critica e trasformativa travalicando l’obsoleta distinzione tra “noi” e “loro” ereditata dalla modernità coloniale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



