Cosa succede nella percezione collettiva della storia, della civiltà e dell’espressione artistica quando, a inizio Novecento, il pensiero di Vico ritorna a circolare in Italia? Secondo quali traiettorie avviene questa riscoperta, e come mai ha segnato tanto a fondo le vicende culturali del XX secolo europeo? Favolosi principi tenta di fare luce per la prima volta in modo sistematico sugli aspetti più significativi della vera e propria “Vico reinaissance” che ha investito la penisola dopo l’Estetica di Benedetto Croce (1902), dove il filosofo napoletano veniva indicato come il vero «fondatore» di una scienza del bello, e l’edizione della Scienza nuova curata da F. Nicolini (1911-1916). Ma anche fuori dai confini italiani e già nel corso del XIX secolo le letture vichiane consolidano una tradizione culturale degna di nota, in modo certo più tortuoso e accidentato ma non meno prolifico. La prima parte del libro considera la genealogia di questo “rinascimento” vichiano, delineando i percorsi che determinano la diffusione del suo pensiero e della sua opera alle soglie del Novecento, lungo una linea che da John Taylor Coleridge (nipote del poeta Samuel) e Jules Michelet giunge ad Aby Warburg e, per l’appunto, a Benedetto Croce. La seconda parte sonda invece l’eredità vichiana nella letteratura modernista di area anglofona, ricostruendone l’ingresso nel Regno Unito tramite le traduzioni e le letture da parte di autori come James Joyce, Samuel Beckett, David H. Lawrence. La terza parte, infine, è dedicata agli effetti di questa riscoperta sulla letteratura del primo Novecento italiano, dal bacino di ricezione costituito dalle riviste a cavallo tra le due guerre (“Solaria”, “‘900” “Letteratura”, “La Riforma Letteraria”) ai rapporti più o meno diretti che legano a Vico l’opera di Cesare Pavese, Giuseppe Ungaretti, Giorgio de Chirico e Luigi Pirandello.
Gasperina Geroni, R., Cappello, M. (2026). Favolosi principi. Fortune di Vico nel primo Novecento letterario. Bologna : il Mulino.
Favolosi principi. Fortune di Vico nel primo Novecento letterario
Gasperina Geroni, Riccardo
;Cappello, Massimiliano
2026
Abstract
Cosa succede nella percezione collettiva della storia, della civiltà e dell’espressione artistica quando, a inizio Novecento, il pensiero di Vico ritorna a circolare in Italia? Secondo quali traiettorie avviene questa riscoperta, e come mai ha segnato tanto a fondo le vicende culturali del XX secolo europeo? Favolosi principi tenta di fare luce per la prima volta in modo sistematico sugli aspetti più significativi della vera e propria “Vico reinaissance” che ha investito la penisola dopo l’Estetica di Benedetto Croce (1902), dove il filosofo napoletano veniva indicato come il vero «fondatore» di una scienza del bello, e l’edizione della Scienza nuova curata da F. Nicolini (1911-1916). Ma anche fuori dai confini italiani e già nel corso del XIX secolo le letture vichiane consolidano una tradizione culturale degna di nota, in modo certo più tortuoso e accidentato ma non meno prolifico. La prima parte del libro considera la genealogia di questo “rinascimento” vichiano, delineando i percorsi che determinano la diffusione del suo pensiero e della sua opera alle soglie del Novecento, lungo una linea che da John Taylor Coleridge (nipote del poeta Samuel) e Jules Michelet giunge ad Aby Warburg e, per l’appunto, a Benedetto Croce. La seconda parte sonda invece l’eredità vichiana nella letteratura modernista di area anglofona, ricostruendone l’ingresso nel Regno Unito tramite le traduzioni e le letture da parte di autori come James Joyce, Samuel Beckett, David H. Lawrence. La terza parte, infine, è dedicata agli effetti di questa riscoperta sulla letteratura del primo Novecento italiano, dal bacino di ricezione costituito dalle riviste a cavallo tra le due guerre (“Solaria”, “‘900” “Letteratura”, “La Riforma Letteraria”) ai rapporti più o meno diretti che legano a Vico l’opera di Cesare Pavese, Giuseppe Ungaretti, Giorgio de Chirico e Luigi Pirandello.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



