Il contributo è incentrato sull’analisi di come l’osservazione di un paesaggio particolare come quello del New Mexico, possa essere tradotta artisticamente attraverso un lavoro di visualizzazione e trasfigurazione, al fine di esprimere una spiritualità interiore. Questo studio, in particolare, analizza l’importanza che il paesaggio ricopre nella rappresentazione di tematiche spirituali, soprattutto teosofiche, e le motivazioni che hanno spinto gli artisti del Transcendental Painting Group (TPG) a reinterpretarlo attraverso una chiave prettamente aniconica. Il gruppo, attivo in New Mexico tra il 1938 e il 1942, promosse una pittura principalmente non figurativa, connessa a tematiche trascendentali, che arrivò al suo culmine formale e poetico proprio grazie alla vicinanza ed osservazione del paesaggio attorno alle cittadine Santa Fe e Taos. Le opere dei suoi membri, a lungo marginalizzate dalla storiografia artistica, sono rimaste, finora, confinate all’interno del New Mexico e, solo recentemente, sono state riscoperte e apprezzate negli Stati Uniti. Viene inoltre esaminato il contesto culturale del sud—ovest americano del ventesimo secolo e la peculiarità del suo paesaggio, tra incanto naturale, spiritualità dei Nativi Americani e il presentimento atomico del Progetto Manhattan. Un focus particolare è dedicato all’interpretazione dei paesaggi desertici della pittrice Agnes Pelton, membro onorario del gruppo, nonché il più conosciuto, grazie alla recente riscoperta in territorio americano.
Palmisano, M.V. (2026). Il paesaggio del New Mexico tra incanto e atomicità. L'interpretazione spirituale del Transcendental Painting Group. Alghero : PUBLICA PRESS [10.82048/202604].
Il paesaggio del New Mexico tra incanto e atomicità. L'interpretazione spirituale del Transcendental Painting Group
Maria Valentina Palmisano
2026
Abstract
Il contributo è incentrato sull’analisi di come l’osservazione di un paesaggio particolare come quello del New Mexico, possa essere tradotta artisticamente attraverso un lavoro di visualizzazione e trasfigurazione, al fine di esprimere una spiritualità interiore. Questo studio, in particolare, analizza l’importanza che il paesaggio ricopre nella rappresentazione di tematiche spirituali, soprattutto teosofiche, e le motivazioni che hanno spinto gli artisti del Transcendental Painting Group (TPG) a reinterpretarlo attraverso una chiave prettamente aniconica. Il gruppo, attivo in New Mexico tra il 1938 e il 1942, promosse una pittura principalmente non figurativa, connessa a tematiche trascendentali, che arrivò al suo culmine formale e poetico proprio grazie alla vicinanza ed osservazione del paesaggio attorno alle cittadine Santa Fe e Taos. Le opere dei suoi membri, a lungo marginalizzate dalla storiografia artistica, sono rimaste, finora, confinate all’interno del New Mexico e, solo recentemente, sono state riscoperte e apprezzate negli Stati Uniti. Viene inoltre esaminato il contesto culturale del sud—ovest americano del ventesimo secolo e la peculiarità del suo paesaggio, tra incanto naturale, spiritualità dei Nativi Americani e il presentimento atomico del Progetto Manhattan. Un focus particolare è dedicato all’interpretazione dei paesaggi desertici della pittrice Agnes Pelton, membro onorario del gruppo, nonché il più conosciuto, grazie alla recente riscoperta in territorio americano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



