econdo il Global Pax Index 2025, si contano 59 conflitti statali attivi nel mondo. Questo dato allarma non solo gli analisti, in quanto segna il numero più alto di guerre mai raggiunto dal 1945. È una fotografia inquietante della nostra contemporaneità che non lascia certo dormire sonni tranquilli, che ci costringe a interrogarci sulla persistenza di questa spirale distruttiva e, in filigrana, su ciò che chiamiamo “pace”. Non basta, infatti, constatarne l’assenza per essere assolti. Occorre chiedersi cosa sia davvero la pace, se abbia senso ancora definirsi pacifisti e a chi appartenga una volta ottenuta, se mai veramente realizzata. È a partire da queste riflessioni urgenti che prende le mosse il volume Il senso della pace. Prospettive sulla semiotica della guerra, a cura di Francesco Galofaro e Paolo Sorrentino. Il libro è stato pubblicato nel 2024, ed è quanto mai tempestivo. Dalla fine delle guerre jugoslave, l’Occidente aveva smesso di confrontarsi con la violenza, le bombe, le vittime e i carnefici. Con l’invasione dell’Ucraina e la violenza nella striscia di Gaza, la guerra è tornata a occupare lo spazio ordinario e infraordinario delle nostre vite, trasformando la pace – qualunque cosa essa significhi – in un auspicio retorico. Alla luce di questo, il libro di Galofaro e Sorrentino assume un carattere diverso: non è solo un volume che dimostra come la semiotica sappia rendere intellegibili le trame discorsive del presente senza cedere a prospettive semplificanti e miopi, ma diventa anche una sorta di guida indispensabile alla complessa contemporaneità, oltre la cronaca, con uno sguardo diacronico e vigile.

Panico, M. (2025). Francesco Galofaro, Paolo Sorrentino, a cura, Il senso della pace. Prospettive sulla semiotica della guerra, Milano, Mimesis, 2024 (p. 250). E/C, 44, 136-139.

Francesco Galofaro, Paolo Sorrentino, a cura, Il senso della pace. Prospettive sulla semiotica della guerra, Milano, Mimesis, 2024 (p. 250)

Mario Panico
2025

Abstract

econdo il Global Pax Index 2025, si contano 59 conflitti statali attivi nel mondo. Questo dato allarma non solo gli analisti, in quanto segna il numero più alto di guerre mai raggiunto dal 1945. È una fotografia inquietante della nostra contemporaneità che non lascia certo dormire sonni tranquilli, che ci costringe a interrogarci sulla persistenza di questa spirale distruttiva e, in filigrana, su ciò che chiamiamo “pace”. Non basta, infatti, constatarne l’assenza per essere assolti. Occorre chiedersi cosa sia davvero la pace, se abbia senso ancora definirsi pacifisti e a chi appartenga una volta ottenuta, se mai veramente realizzata. È a partire da queste riflessioni urgenti che prende le mosse il volume Il senso della pace. Prospettive sulla semiotica della guerra, a cura di Francesco Galofaro e Paolo Sorrentino. Il libro è stato pubblicato nel 2024, ed è quanto mai tempestivo. Dalla fine delle guerre jugoslave, l’Occidente aveva smesso di confrontarsi con la violenza, le bombe, le vittime e i carnefici. Con l’invasione dell’Ucraina e la violenza nella striscia di Gaza, la guerra è tornata a occupare lo spazio ordinario e infraordinario delle nostre vite, trasformando la pace – qualunque cosa essa significhi – in un auspicio retorico. Alla luce di questo, il libro di Galofaro e Sorrentino assume un carattere diverso: non è solo un volume che dimostra come la semiotica sappia rendere intellegibili le trame discorsive del presente senza cedere a prospettive semplificanti e miopi, ma diventa anche una sorta di guida indispensabile alla complessa contemporaneità, oltre la cronaca, con uno sguardo diacronico e vigile.
2025
E/C
Panico, M. (2025). Francesco Galofaro, Paolo Sorrentino, a cura, Il senso della pace. Prospettive sulla semiotica della guerra, Milano, Mimesis, 2024 (p. 250). E/C, 44, 136-139.
Panico, Mario
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