Despite the growing attention paid to artistic practices in prison contexts, in Italy scientific reflection on the pedagogical value of theatre in juvenile detention remains poorly systematized. This contribution aims to partially fill this gap by offering a pedagogical reading of a theatrical experience conducted by Paolo Billi at the Criminal Institute for Minors in Bologna, through qualitative research inspired by the phenomenological paradigm and the ethnographic approach. Theatre is analyzed here as an educational device capable of activating processes of subjectivation, agency, and recognition in a context marked by deprivation, stigmatization, and immobility.
Nonostante la crescente attenzione verso le pratiche artistiche nei contesti detentivi, in Italia la riflessione scientifica sul valore pedagogico del teatro in carcere minorile resta ancora poco sistematizzata. Questo contributo intende contribuire a colmare in parte tale lacuna, offrendo una lettura pedagogica di un’esperienza teatrale condotta da Paolo Billi presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Bologna, attraverso una ricerca qualitativa ispirata al paradigma fenomenologico e all’approccio etnografico. Il teatro viene qui analizzato come dispositivo educativo capace di attivare processi di soggettivazione, agency e riconoscimento in un contesto segnato da deprivazione, stigmatizzazione e immobilità. Attraverso l’osservazione partecipante, le interviste e l’analisi documentale, si esplorano i significati soggettivi attribuiti dai giovani detenuti all’esperienza teatrale, mettendo in luce la scena come spazio liminale di cura, conflitto e trasformazione. L’articolo problematizza inoltre il nesso tra teatro e rieducazione, proponendo una visione del teatro come pedagogia della finzione: una forma estetica e politica che apre varchi di senso in una realtà altrimenti chiusa. Le parole dei ragazzi e le pratiche del laboratorio rivelano una “scena del possibile”: luogo di rischio, relazione e riappropriazione del sé.
Sandri, P., De Carolis, M. (2025). La scena del possibile. Teatro, marginalità e giustizia minorile: l’esperienza del Teatro del Pratello. PEDAGOGIA DELLE DIFFERENZE, 54(2), 89-106.
La scena del possibile. Teatro, marginalità e giustizia minorile: l’esperienza del Teatro del Pratello
Patrizia Sandri;Marco De Carolis
2025
Abstract
Despite the growing attention paid to artistic practices in prison contexts, in Italy scientific reflection on the pedagogical value of theatre in juvenile detention remains poorly systematized. This contribution aims to partially fill this gap by offering a pedagogical reading of a theatrical experience conducted by Paolo Billi at the Criminal Institute for Minors in Bologna, through qualitative research inspired by the phenomenological paradigm and the ethnographic approach. Theatre is analyzed here as an educational device capable of activating processes of subjectivation, agency, and recognition in a context marked by deprivation, stigmatization, and immobility.| File | Dimensione | Formato | |
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