Attraverso le parole della “gesuitessa” inglese Mary Ward (1585-1645), delle sostenitrici e dei detrattori, l’articolo ricostruisce un momento della storia delle riforme religiose della prima età moderna come fenomeno che non chiude ma abbraccia il conflitto tra pratiche e idee e tra i sessi. L’esperienza delle “English ladies” permette di cogliere la dimensione globale ed europea di tali riforme. Il contributo di Ward – donna, profetessa, ribelle agli occhi delle gerarchie ecclesiastiche – disegna i contorni di una teologia politica della visione che trae dal carisma profetico la legittimazione di un’operazione interna e polemica nei confronti del paradigma tridentino che cede invece alla Chiesa il monopolio della profezia. Ci si concentra in ultimo sul confronto con Francisco Suárez, che dell’Istituto della Beata Vergine Maria sancisce l’illegittimità. L’ipotesi è che Ward, abbracciandone la riflessione teologica sul potere e sulla subordinazione delle donne, la rovesci per affermare una libertà profetica che non rinuncia ma innova la dottrina.
Cappuccilli, E. (2025). Immagini di riforma e pratiche di autorità attraverso i confini e le confessioni. Il caso di Mary Ward (1585-1645). RIFORMA E MOVIMENTI RELIGIOSI, 17, 71-109.
Immagini di riforma e pratiche di autorità attraverso i confini e le confessioni. Il caso di Mary Ward (1585-1645)
Eleonora Cappuccilli
2025
Abstract
Attraverso le parole della “gesuitessa” inglese Mary Ward (1585-1645), delle sostenitrici e dei detrattori, l’articolo ricostruisce un momento della storia delle riforme religiose della prima età moderna come fenomeno che non chiude ma abbraccia il conflitto tra pratiche e idee e tra i sessi. L’esperienza delle “English ladies” permette di cogliere la dimensione globale ed europea di tali riforme. Il contributo di Ward – donna, profetessa, ribelle agli occhi delle gerarchie ecclesiastiche – disegna i contorni di una teologia politica della visione che trae dal carisma profetico la legittimazione di un’operazione interna e polemica nei confronti del paradigma tridentino che cede invece alla Chiesa il monopolio della profezia. Ci si concentra in ultimo sul confronto con Francisco Suárez, che dell’Istituto della Beata Vergine Maria sancisce l’illegittimità. L’ipotesi è che Ward, abbracciandone la riflessione teologica sul potere e sulla subordinazione delle donne, la rovesci per affermare una libertà profetica che non rinuncia ma innova la dottrina.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


