I mutamenti culturali e le lotte femministe hanno fatto sì che la violenza di genere venisse analizzata non più come isolata ed eccezionale, tanto da necessitare di risposte individuali, ma come un fenomeno strutturale e sistemico. Il contributo propone una lettura sociologica delle lacune strutturali nei servizi per soggettività LGBT, basata su oltre 50 interviste condotte in Emilia-Romagna e Sicilia con operator? del diritto, psicolog?, attivist? e operator? di Centri Antiviolenza (CAV) e Centri per uomini autori di violenza (CUAV). L’analisi indaga la costruzione dei soggetti “plausibili”, riconosciuti nel discorso pubblico, e l’esclusione di chi non vi rientra per orientamento sessuale, identità di genere o appartenenza etnica. Emergono la distanza tra istituzioni e iniziative dal basso, e l’urgenza di ripensare strumenti e politiche. In ottica queer e intersezionale, il potere di definire la violenza è condizionato da genere, razza e classe. La ricerca offre spunti per innovare i servizi, rendendoli più capaci di rispondere alla complessità delle discriminazioni intersezionali.
Begnis, E., Urso, M., Tuzza, S., Lo Cascio, M., Sicurella, S., Rinaldi, C. (2026). Soggetti “plausibili” e risorse mancanti: una lettura intersezionale della violenza di genere in relazioni LGBT. WELFARE E ERGONOMIA, 2, 51-66.
Soggetti “plausibili” e risorse mancanti: una lettura intersezionale della violenza di genere in relazioni LGBT
ELISA BEGNIS
Primo
;Simone Tuzza
;Martina Lo Cascio
;Sandra Sicurella
;Cirus Rinaldi
2026
Abstract
I mutamenti culturali e le lotte femministe hanno fatto sì che la violenza di genere venisse analizzata non più come isolata ed eccezionale, tanto da necessitare di risposte individuali, ma come un fenomeno strutturale e sistemico. Il contributo propone una lettura sociologica delle lacune strutturali nei servizi per soggettività LGBT, basata su oltre 50 interviste condotte in Emilia-Romagna e Sicilia con operator? del diritto, psicolog?, attivist? e operator? di Centri Antiviolenza (CAV) e Centri per uomini autori di violenza (CUAV). L’analisi indaga la costruzione dei soggetti “plausibili”, riconosciuti nel discorso pubblico, e l’esclusione di chi non vi rientra per orientamento sessuale, identità di genere o appartenenza etnica. Emergono la distanza tra istituzioni e iniziative dal basso, e l’urgenza di ripensare strumenti e politiche. In ottica queer e intersezionale, il potere di definire la violenza è condizionato da genere, razza e classe. La ricerca offre spunti per innovare i servizi, rendendoli più capaci di rispondere alla complessità delle discriminazioni intersezionali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


