Il gruppo dei pari, insieme alla famiglia e alla scuola, è un importante agente di socializzazione, la cui salienza diventa decisiva nel momento in cui si parla di adolescenti. Le relazioni e le interazioni che intercorrono fra i giovani all’interno del gruppo amicale consentono di scoprire e acquisire nuovi ruoli sociali, nonché di condividere regole e stili di comportamento fondati su rapporti interpersonali paritari: il gruppo dei pari, a differenza di quanto accade in famiglia e a scuola, è un luogo della socializzazione svincolato da ruoli gerarchizzati. I rapporti amicali, quando sono riferiti ai giovani stranieri, assumono una rilevanza ulteriore: l’interazione e il confronto con amici italiani possono accelerare il loro percorso di integrazione nella società di arrivo. A partire da un’indagine svolta nell’anno scolastico 2006/07 nelle scuole secondarie di II grado della provincia di Bologna attraverso un questionario autocompilato in classe da 3.020 studenti, si sono ricostruite le relazioni amicali di questi giovani, puntando l’attenzione sulle differenze che possono intercorrere fra italiani e stranieri. I dati rilevano la presenza di reti amicali abbastanza simili fra gli intervistati: pochissimi sono i giovani che dichiarano di «non avere amici», mentre la situazione più frequente è quella di far parte di una o più compagnie. I gruppi amicali presentano anche un marcato grado di omofilia rispetto al genere e all’età. Un’altra caratteristica comune del gruppo amicale frequentato da italiani e stranieri è la composizione della compagnia rispetto alla «dimensione scolastica»: vi è una maggiore propensione a frequentare amici che non fanno parte del proprio ambiente scolastico o, più in generale, si tende a far parte di compagnie miste, composte in parte da compagni di scuola e in parte da amici extra-scolastici. La preferenza accordata ai gruppi composti esclusivamente o prevalentemente da amici esterni alla scuola è costante anche fra gli studenti stranieri che sono arrivati da meno tempo in Italia. Il tempo di permanenza in Italia non sembra ricoprire una funzione cruciale nella definizione delle reti amicali dei giovani stranieri, per i quali si registra sempre e comunque una preferenza generalizzata a frequentare gruppi composti da giovani esterni alla scuola. Tuttavia, questo dato non è indicatore di una sorta di isolamento da parte degli stranieri, poiché se da un lato è vero che fra i giovani immigrati in più tarda età si registra una più spiccata tendenza a considerare come migliori amici persone appartenenti allo stesso gruppo nazionale, dall’altro lato si registra una tendenza alquanto diffusa fra gli studenti a frequentare gruppi di amici misti, cioè composti da italiani e stranieri, non necessariamente appartenenti al proprio gruppo nazionale. La cerchia amicale più ristretta e confidenziale degli intervistati stranieri sembra abbastanza indifferente ai connotati della cittadinanza. I rapporti amicali e i comportamenti di gruppo degli intervistati non sembrano, pertanto, configurarsi intorno al tratto distintivo della condizione di «straniero», quanto piuttosto determinarsi intorno al minimo comune denominatore dato dalla condizione di «giovane e studente»: l’età, la condizione studentesca, l’essere maschio o femmina, l’essere adolescente, l’importanza della socialità amicale sono tutti elementi che uniscono gli intervistati rendendoli, se non uguali, molto simili fra loro.

Le relazioni amicali dei giovani stranieri

MANTOVANI, DEBORA
2008

Abstract

Il gruppo dei pari, insieme alla famiglia e alla scuola, è un importante agente di socializzazione, la cui salienza diventa decisiva nel momento in cui si parla di adolescenti. Le relazioni e le interazioni che intercorrono fra i giovani all’interno del gruppo amicale consentono di scoprire e acquisire nuovi ruoli sociali, nonché di condividere regole e stili di comportamento fondati su rapporti interpersonali paritari: il gruppo dei pari, a differenza di quanto accade in famiglia e a scuola, è un luogo della socializzazione svincolato da ruoli gerarchizzati. I rapporti amicali, quando sono riferiti ai giovani stranieri, assumono una rilevanza ulteriore: l’interazione e il confronto con amici italiani possono accelerare il loro percorso di integrazione nella società di arrivo. A partire da un’indagine svolta nell’anno scolastico 2006/07 nelle scuole secondarie di II grado della provincia di Bologna attraverso un questionario autocompilato in classe da 3.020 studenti, si sono ricostruite le relazioni amicali di questi giovani, puntando l’attenzione sulle differenze che possono intercorrere fra italiani e stranieri. I dati rilevano la presenza di reti amicali abbastanza simili fra gli intervistati: pochissimi sono i giovani che dichiarano di «non avere amici», mentre la situazione più frequente è quella di far parte di una o più compagnie. I gruppi amicali presentano anche un marcato grado di omofilia rispetto al genere e all’età. Un’altra caratteristica comune del gruppo amicale frequentato da italiani e stranieri è la composizione della compagnia rispetto alla «dimensione scolastica»: vi è una maggiore propensione a frequentare amici che non fanno parte del proprio ambiente scolastico o, più in generale, si tende a far parte di compagnie miste, composte in parte da compagni di scuola e in parte da amici extra-scolastici. La preferenza accordata ai gruppi composti esclusivamente o prevalentemente da amici esterni alla scuola è costante anche fra gli studenti stranieri che sono arrivati da meno tempo in Italia. Il tempo di permanenza in Italia non sembra ricoprire una funzione cruciale nella definizione delle reti amicali dei giovani stranieri, per i quali si registra sempre e comunque una preferenza generalizzata a frequentare gruppi composti da giovani esterni alla scuola. Tuttavia, questo dato non è indicatore di una sorta di isolamento da parte degli stranieri, poiché se da un lato è vero che fra i giovani immigrati in più tarda età si registra una più spiccata tendenza a considerare come migliori amici persone appartenenti allo stesso gruppo nazionale, dall’altro lato si registra una tendenza alquanto diffusa fra gli studenti a frequentare gruppi di amici misti, cioè composti da italiani e stranieri, non necessariamente appartenenti al proprio gruppo nazionale. La cerchia amicale più ristretta e confidenziale degli intervistati stranieri sembra abbastanza indifferente ai connotati della cittadinanza. I rapporti amicali e i comportamenti di gruppo degli intervistati non sembrano, pertanto, configurarsi intorno al tratto distintivo della condizione di «straniero», quanto piuttosto determinarsi intorno al minimo comune denominatore dato dalla condizione di «giovane e studente»: l’età, la condizione studentesca, l’essere maschio o femmina, l’essere adolescente, l’importanza della socialità amicale sono tutti elementi che uniscono gli intervistati rendendoli, se non uguali, molto simili fra loro.
D. Mantovani
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/105376
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