Spesso si ha voglia di cambiare, o meglio, di arricchire il nostro giardino con essenze “nuove” e meno “inflazionate”. Ecco una proposta: Coprosma repens. Se avete in mente un arbusto tondeggiante, il cui fogliame in primavera, estate, autunno ed inverno assuma una bella colorazione verde smagliante e la cui taglia si aggiri mediamente sul metro, ricorrete a questa elegante rubiacea. Fra l’altro, C. repens non necessita neanche di cure particolari: vuole tanto sole e tanta luce (evitate quindi le zone a mezz’ombra) e un buon riparo dal gelo nei mesi freddi. Uno dei punti dolenti della sua coltivazione è l’elevata suscettibilità alle malattie. Infatti, prima dell'arrivo dell’inverno si consiglia, a scopo preventivo, un trattamento antifungino ad ampio spettro, da vaporizzare anche sul terreno. Se malauguratamente la pianta è già stata colpita da “macchia nera” (ticchiolatura) o da altre patologie fungine va curata immediatamente ricordando di raccogliere e distruggere tutte le foglie con sintomi dato che molti patogeni svernano nel terreno, ai piedi delle piante. Uno strano sintomo Se le malattie fungine sono, per così dire, all’ordine del giorno per C. repens così come per tanti altri arbusti sempreverdi (oleandro, pittosporo, viburno, ecc.), quelle virali un po’ meno. Per essere più precisi, dovremmo dire che in generale ci si preoccupa di più dei parassiti fungini, mentre dei virus solo quando gli effetti che producono sulle piante diventano veramente insopportabili. Non è quindi un discorso di “diffusione e frequenza” di un patogeno, piuttosto di “pericolosità”. Riferendoci alla nostra rubiacea, si è visto che uno dei virus in grado di infettarla causa sulle foglie degli strani anelli concentrici, ben visibili in trasparenza, di colore marrone o nocciola. A volte, si tratta di vere e proprie incisioni, sempre concentriche, quasi perfette. Il virus responsabile di questa malattia è trasmesso da tripidi e, al momento, ne è stata riscontrata la presenza solo nelle regioni italiane del Sud. Per quanto i sintomi sembrino essere limitati alle sole foglie, non è detto che ulteriori modificazioni (di forma e di colore) possano interessare altre parti della pianta, oppure comprometterne lo sviluppo. Vorrei perciò lanciare un appello ai Lettori della mia rubrica: se notate sintomi simili a quelli indicati sulle foglie dei vostri arbusti e volete inviarmi delle immagini, rivolgetevi alla Redazione di Giardini. Sarà l’occasione per soddisfare qualche curiosità.

Strani anelli sulle foglie

BELLARDI, MARIA GRAZIA
2011

Abstract

Spesso si ha voglia di cambiare, o meglio, di arricchire il nostro giardino con essenze “nuove” e meno “inflazionate”. Ecco una proposta: Coprosma repens. Se avete in mente un arbusto tondeggiante, il cui fogliame in primavera, estate, autunno ed inverno assuma una bella colorazione verde smagliante e la cui taglia si aggiri mediamente sul metro, ricorrete a questa elegante rubiacea. Fra l’altro, C. repens non necessita neanche di cure particolari: vuole tanto sole e tanta luce (evitate quindi le zone a mezz’ombra) e un buon riparo dal gelo nei mesi freddi. Uno dei punti dolenti della sua coltivazione è l’elevata suscettibilità alle malattie. Infatti, prima dell'arrivo dell’inverno si consiglia, a scopo preventivo, un trattamento antifungino ad ampio spettro, da vaporizzare anche sul terreno. Se malauguratamente la pianta è già stata colpita da “macchia nera” (ticchiolatura) o da altre patologie fungine va curata immediatamente ricordando di raccogliere e distruggere tutte le foglie con sintomi dato che molti patogeni svernano nel terreno, ai piedi delle piante. Uno strano sintomo Se le malattie fungine sono, per così dire, all’ordine del giorno per C. repens così come per tanti altri arbusti sempreverdi (oleandro, pittosporo, viburno, ecc.), quelle virali un po’ meno. Per essere più precisi, dovremmo dire che in generale ci si preoccupa di più dei parassiti fungini, mentre dei virus solo quando gli effetti che producono sulle piante diventano veramente insopportabili. Non è quindi un discorso di “diffusione e frequenza” di un patogeno, piuttosto di “pericolosità”. Riferendoci alla nostra rubiacea, si è visto che uno dei virus in grado di infettarla causa sulle foglie degli strani anelli concentrici, ben visibili in trasparenza, di colore marrone o nocciola. A volte, si tratta di vere e proprie incisioni, sempre concentriche, quasi perfette. Il virus responsabile di questa malattia è trasmesso da tripidi e, al momento, ne è stata riscontrata la presenza solo nelle regioni italiane del Sud. Per quanto i sintomi sembrino essere limitati alle sole foglie, non è detto che ulteriori modificazioni (di forma e di colore) possano interessare altre parti della pianta, oppure comprometterne lo sviluppo. Vorrei perciò lanciare un appello ai Lettori della mia rubrica: se notate sintomi simili a quelli indicati sulle foglie dei vostri arbusti e volete inviarmi delle immagini, rivolgetevi alla Redazione di Giardini. Sarà l’occasione per soddisfare qualche curiosità.
M.G.Bellardi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/105289
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