Il sistema moda rappresenta un ambito di crescente attenzione da parte di molteplici stakeholder, in virtù del ruolo centrale che essa ricopre nell’economia della regione e dell’impatto che genera non soltanto sul piano economico, ma anche sotto il profilo sociale e ambientale. Questo volume sintetizza e analizza i risultati della ricerca “Sistema Moda in Regione Emilia Romagna”, avviata nel Giugno 2024 grazie al Settore Innovazione sostenibile, imprese, filiere produttive della Regione Emilia-Romagna mediante il coordinamento scientifico del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali (SSPT) dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (ENEA) e del Dipartimento di Scienze aziendali (DiSA) dell’Università di Bologna (UNIBO). Tale iniziativa si inserisce altresì nelle attività del tavolo regionale permanente della moda, istituito dalla Regione Emilia-Romagna nel Luglio 2021. L’indagine è stata finalizzata a esaminare, in particolare, le pratiche di sostenibilità ambientale, circolarità e trasparenza adottate – o in corso di adozione – dalle imprese del sistema moda della Regione Emilia-Romagna. Considerato l’impatto della fase di progettazione su tutte le operazioni a valle e la portata trasformativa del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili (ESPR), pubblicato nel 2024 con alcune misure in vigore già nel 2026, si è scelto di concentrare l’attenzione sull’impegno delle imprese verso l’adozione dei requisiti di progettazione ecocompatibile (o ecodesign) – come da articolo 6 dell’ESPR - e sulle loro implicazioni per prodotti e processi. Parallelamente, la ricerca ha inteso mappare l’attuale configurazione delle filiere di fornitura e analizzare le possibili traiettorie evolutive verso processi di reshoring delle attività oggi localizzate all’estero, stimolando riflessioni più sistemiche sul futuro del sistema moda regionale. Le imprese individuate per lo studio sono quelle che hanno un ruolo decisionale sui temi della sostenibilità ambientale, della circolarità e della trasparenza, nonché per la loro funzione di guida all’interno delle filiere. Le imprese effettivamente coinvolte sono state n.19, per un totale di n.35 casi analizzati che offrono una rappresentazione significativa in termini di fatturato e numero di addetti rispetto al contesto regionale. Queste imprese risultano inoltre rappresentative delle diverse categorie merceologiche e dei segmenti di mercato che compongono il comparto moda regionale. La metodologia di ricerca si è articolata in tre fasi: la somministrazione di un questionario, la conduzione di interviste semi-strutturate e la realizzazione di un focus group. I risultati emersi mostrano, sul versante dei modelli produttivi e delle supply chain, un prevalente ricorso all’outsourcing, in particolare da parte delle imprese operanti a valle della filiera. Le attività mantenute in-house riguardano soprattutto il design e la prototipazione, mentre la produzione è generalmente affidata a fornitori esterni. La numerosità dei partner di filiera, unita alla significativa presenza di fornitori internazionali, rende complesse le attività di mappatura, tracciabilità e monitoraggio dei criteri ESG lungo le catene di fornitura. L’orientamento prevalente sembra essere quello di accorciare e ottimizzare le filiere esistenti, sempre più esposte a incertezze di natura esogena, piuttosto che di rilocalizzare le attività produttive. Ciò comporta una crescente esigenza di controllo sui partner e l’adozione di strumenti avanzati di tracciatura e monitoraggio. In tale contesto, le incertezze di carattere normativo non stimolano un approccio reattivo, ma favoriscono piuttosto un modello prudenziale e attendista. Sul fronte della trasparenza, il percorso di mappatura delle catene di fornitura – spesso lunghe e frammentate – è stato avviato attraverso meccanismi di tracciamento dei partner e di misurazione delle emissioni di scope 1, 2 e 3. Per quanto riguarda invece la circolarità, analizzata alla luce dei requisiti di progettazione ecocompatibile (o ecodesign), emerge un quadro eterogeneo: alcune imprese risultano potenzialmente già conformi a determinate prescrizioni, in quanto parte integrante della propria offerta di valore, mentre la maggioranza appare ancora in ritardo rispetto alla maggior parte di esse, mostrando anche una limitata consapevolezza delle risorse necessarie e delle possibili implicazioni operative. In tal senso, le imprese manifestano l’esigenza di un approccio sistemico in grado di supportarle, attraverso politiche e strategie settoriali integrate, nella transizione digitale, sostenibile e circolare. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il ruolo del Made in Italy, che da una parte viene fortemente rivendicato, soprattutto dalle aziende che operano a monte della filiera, ma che dall’altra parte viene continuamente minacciato dalle strategie di esternalizzazione in offshoring. Seppur ritenuto imprescindibile per le attività a maggiore contenuto creativo – come lo sviluppo delle collezioni e la prototipazione – si reclama un Made in Italy realizzato in Italia, soprattutto per favorire l’innovazione necessaria ad affrontare le sfide della sostenibilità ambientale. Questo aspetto rappresenta un driver per la rivitalizzazione del sistema moda regionale. Il documento si conclude con alcune riflessioni da parte dei policy-maker della Regione Emilia Romagna che aprono a delle progettualità specifiche per il settore.

Colucci, M., Foschi, E., Chiavetta, C., Ratta, M., Ricci Mingani, R. (2026). Il futuro del Sistema Moda in Emilia-Romagna. Sostenibilità ambientale, circolarità e trasparenza: implicazioni per le imprese e per le filiere. Bologna : ENEA.

Il futuro del Sistema Moda in Emilia-Romagna. Sostenibilità ambientale, circolarità e trasparenza: implicazioni per le imprese e per le filiere

Mariachiara Colucci
;
Eleonora Foschi;Cristian Chiavetta;
2026

Abstract

Il sistema moda rappresenta un ambito di crescente attenzione da parte di molteplici stakeholder, in virtù del ruolo centrale che essa ricopre nell’economia della regione e dell’impatto che genera non soltanto sul piano economico, ma anche sotto il profilo sociale e ambientale. Questo volume sintetizza e analizza i risultati della ricerca “Sistema Moda in Regione Emilia Romagna”, avviata nel Giugno 2024 grazie al Settore Innovazione sostenibile, imprese, filiere produttive della Regione Emilia-Romagna mediante il coordinamento scientifico del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali (SSPT) dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (ENEA) e del Dipartimento di Scienze aziendali (DiSA) dell’Università di Bologna (UNIBO). Tale iniziativa si inserisce altresì nelle attività del tavolo regionale permanente della moda, istituito dalla Regione Emilia-Romagna nel Luglio 2021. L’indagine è stata finalizzata a esaminare, in particolare, le pratiche di sostenibilità ambientale, circolarità e trasparenza adottate – o in corso di adozione – dalle imprese del sistema moda della Regione Emilia-Romagna. Considerato l’impatto della fase di progettazione su tutte le operazioni a valle e la portata trasformativa del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile per prodotti sostenibili (ESPR), pubblicato nel 2024 con alcune misure in vigore già nel 2026, si è scelto di concentrare l’attenzione sull’impegno delle imprese verso l’adozione dei requisiti di progettazione ecocompatibile (o ecodesign) – come da articolo 6 dell’ESPR - e sulle loro implicazioni per prodotti e processi. Parallelamente, la ricerca ha inteso mappare l’attuale configurazione delle filiere di fornitura e analizzare le possibili traiettorie evolutive verso processi di reshoring delle attività oggi localizzate all’estero, stimolando riflessioni più sistemiche sul futuro del sistema moda regionale. Le imprese individuate per lo studio sono quelle che hanno un ruolo decisionale sui temi della sostenibilità ambientale, della circolarità e della trasparenza, nonché per la loro funzione di guida all’interno delle filiere. Le imprese effettivamente coinvolte sono state n.19, per un totale di n.35 casi analizzati che offrono una rappresentazione significativa in termini di fatturato e numero di addetti rispetto al contesto regionale. Queste imprese risultano inoltre rappresentative delle diverse categorie merceologiche e dei segmenti di mercato che compongono il comparto moda regionale. La metodologia di ricerca si è articolata in tre fasi: la somministrazione di un questionario, la conduzione di interviste semi-strutturate e la realizzazione di un focus group. I risultati emersi mostrano, sul versante dei modelli produttivi e delle supply chain, un prevalente ricorso all’outsourcing, in particolare da parte delle imprese operanti a valle della filiera. Le attività mantenute in-house riguardano soprattutto il design e la prototipazione, mentre la produzione è generalmente affidata a fornitori esterni. La numerosità dei partner di filiera, unita alla significativa presenza di fornitori internazionali, rende complesse le attività di mappatura, tracciabilità e monitoraggio dei criteri ESG lungo le catene di fornitura. L’orientamento prevalente sembra essere quello di accorciare e ottimizzare le filiere esistenti, sempre più esposte a incertezze di natura esogena, piuttosto che di rilocalizzare le attività produttive. Ciò comporta una crescente esigenza di controllo sui partner e l’adozione di strumenti avanzati di tracciatura e monitoraggio. In tale contesto, le incertezze di carattere normativo non stimolano un approccio reattivo, ma favoriscono piuttosto un modello prudenziale e attendista. Sul fronte della trasparenza, il percorso di mappatura delle catene di fornitura – spesso lunghe e frammentate – è stato avviato attraverso meccanismi di tracciamento dei partner e di misurazione delle emissioni di scope 1, 2 e 3. Per quanto riguarda invece la circolarità, analizzata alla luce dei requisiti di progettazione ecocompatibile (o ecodesign), emerge un quadro eterogeneo: alcune imprese risultano potenzialmente già conformi a determinate prescrizioni, in quanto parte integrante della propria offerta di valore, mentre la maggioranza appare ancora in ritardo rispetto alla maggior parte di esse, mostrando anche una limitata consapevolezza delle risorse necessarie e delle possibili implicazioni operative. In tal senso, le imprese manifestano l’esigenza di un approccio sistemico in grado di supportarle, attraverso politiche e strategie settoriali integrate, nella transizione digitale, sostenibile e circolare. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda il ruolo del Made in Italy, che da una parte viene fortemente rivendicato, soprattutto dalle aziende che operano a monte della filiera, ma che dall’altra parte viene continuamente minacciato dalle strategie di esternalizzazione in offshoring. Seppur ritenuto imprescindibile per le attività a maggiore contenuto creativo – come lo sviluppo delle collezioni e la prototipazione – si reclama un Made in Italy realizzato in Italia, soprattutto per favorire l’innovazione necessaria ad affrontare le sfide della sostenibilità ambientale. Questo aspetto rappresenta un driver per la rivitalizzazione del sistema moda regionale. Il documento si conclude con alcune riflessioni da parte dei policy-maker della Regione Emilia Romagna che aprono a delle progettualità specifiche per il settore.
2026
52
978-88-8286-534-4
Colucci, M., Foschi, E., Chiavetta, C., Ratta, M., Ricci Mingani, R. (2026). Il futuro del Sistema Moda in Emilia-Romagna. Sostenibilità ambientale, circolarità e trasparenza: implicazioni per le imprese e per le filiere. Bologna : ENEA.
Colucci, Mariachiara; Foschi, Eleonora; Chiavetta, Cristian; Ratta, Manuela; Ricci Mingani, Roberto
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