Nel maggio 2023, due eventi meteorologici estremi hanno colpito in breve sequenza l’Emilia-Romagna. A poco più di un anno di distanza, altri due eventi, verificatisi a settembre e ottobre 2024, hanno portato a quattro il numero di episodi di precipitazioni eccezionali avvenuti in me-no di un anno e mezzo, evidenziando un chiaro incremento della loro frequenza, verosimilmen-te connesso al cambiamento climatico in atto. La risposta degli argini fluviali alle piene che ne sono conseguenza può fornire informazioni fondamentali per lo sviluppo di strategie di mitiga-zione del rischio alluvionale. In questo contesto, il presente studio parte dall’analisi delle rotture arginali avvenute durante le alluvioni del maggio 2023, con l'obiettivo di ricavarne evidenze utili allo sviluppo di modelli interpretativi dei meccanismi di collasso delle sezioni in cui si sono verificate le brecce. Le analisi condotte si basano su dati raccolti durante sopralluoghi, materiale fotografico e testimonianze disponibili. I collassi arginali osservati sono prevalentemente ricon-ducibili a fenomeni di erosione esterna, erosione interna e instabilità delle scarpate, spesso in combinazione tra loro. Grazie all’ampiezza del database raccolto, è stato inoltre possibile svi-luppare un’analisi alla scala territoriale e catalogare in modo sistematico i principali fattori di vulnerabilità degli argini che hanno giocato un ruolo determinante nella localizzazione delle brecce. Al fine di disporre di un utile strumento per la gestione futura degli argini, le vulnerabi-lità identificate sono state classificate in tre categorie: intrinseche, indotte e sistemiche, mettendo in evidenza la necessità di ampliare l’analisi della sicurezza arginale dalla singola sezione – ca-ratterizzata da vulnerabilità intrinseche e indotte – ad un approccio globale che tenga conto an-che degli aspetti tridimensionali della morfologia arginale. I risultati ottenuti dimostrano infine i vantaggi dell’adozione di un approccio integrato alla valutazione della stabilità arginale, consi-derando sia i meccanismi di crisi idraulica sia naturalmente le analisi geotecniche, senza trascu-rare l’influenza dei sistemi arginali nel loro complesso.
Marchi, M. (2025). La risposta dei sistemi arginali dei bacini Emiliano-Romagnoli alle alluvioni del Maggio 2023. AGI -Associazione Geotecnica Italiana.
La risposta dei sistemi arginali dei bacini Emiliano-Romagnoli alle alluvioni del Maggio 2023
Michela Marchi
2025
Abstract
Nel maggio 2023, due eventi meteorologici estremi hanno colpito in breve sequenza l’Emilia-Romagna. A poco più di un anno di distanza, altri due eventi, verificatisi a settembre e ottobre 2024, hanno portato a quattro il numero di episodi di precipitazioni eccezionali avvenuti in me-no di un anno e mezzo, evidenziando un chiaro incremento della loro frequenza, verosimilmen-te connesso al cambiamento climatico in atto. La risposta degli argini fluviali alle piene che ne sono conseguenza può fornire informazioni fondamentali per lo sviluppo di strategie di mitiga-zione del rischio alluvionale. In questo contesto, il presente studio parte dall’analisi delle rotture arginali avvenute durante le alluvioni del maggio 2023, con l'obiettivo di ricavarne evidenze utili allo sviluppo di modelli interpretativi dei meccanismi di collasso delle sezioni in cui si sono verificate le brecce. Le analisi condotte si basano su dati raccolti durante sopralluoghi, materiale fotografico e testimonianze disponibili. I collassi arginali osservati sono prevalentemente ricon-ducibili a fenomeni di erosione esterna, erosione interna e instabilità delle scarpate, spesso in combinazione tra loro. Grazie all’ampiezza del database raccolto, è stato inoltre possibile svi-luppare un’analisi alla scala territoriale e catalogare in modo sistematico i principali fattori di vulnerabilità degli argini che hanno giocato un ruolo determinante nella localizzazione delle brecce. Al fine di disporre di un utile strumento per la gestione futura degli argini, le vulnerabi-lità identificate sono state classificate in tre categorie: intrinseche, indotte e sistemiche, mettendo in evidenza la necessità di ampliare l’analisi della sicurezza arginale dalla singola sezione – ca-ratterizzata da vulnerabilità intrinseche e indotte – ad un approccio globale che tenga conto an-che degli aspetti tridimensionali della morfologia arginale. I risultati ottenuti dimostrano infine i vantaggi dell’adozione di un approccio integrato alla valutazione della stabilità arginale, consi-derando sia i meccanismi di crisi idraulica sia naturalmente le analisi geotecniche, senza trascu-rare l’influenza dei sistemi arginali nel loro complesso.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



