Il saggio esplora lo sviluppo del pensiero ambientalista all’interno del movimento dell’architettura radicale italiana della fine degli anni Sessanta e primi Settanta. Più vicini all’arte concettuale che a logiche progettuali, designer e architetti, il più delle volte riuniti in collettivi, hanno realizzato collage, film e progetti di interni per dare forma a istanze di natura antiprogressista e anticapitalista sulle idee di abitare e di ambiente. Tra i progetti che verranno discussi rientrano il Pratone (1971) del torinese Gruppo Strum, prodotto da Gufram; la serie di fotomontaggi Salvataggi di centri storici italiani (Italia vostra) (1972) dei fiorentini Superstudio; e progetti del Gruppo 9999 come quello per la discoteca Space Electronic di Firenze (1969), che includeva un orto di fianco alla pista da ballo. Come affermato da Emilio Ambasz nel catalogo della mostra Italy: The New Domestic Landscape (1972) presso il MoMA, in cui questi collettivi sono stati inclusi, “Oggetti di questo tipo sono concepiti come insiemi ambientali... [che] corrispondono alle preoccupazioni di una società in evoluzione”.
Spampinato, F. (2025). Ecologie radicali. Architettura radicale e pensiero ambientalista. Bologna : Bologna University Press [10.30682/9791254776698].
Ecologie radicali. Architettura radicale e pensiero ambientalista
Francesco Spampinato
2025
Abstract
Il saggio esplora lo sviluppo del pensiero ambientalista all’interno del movimento dell’architettura radicale italiana della fine degli anni Sessanta e primi Settanta. Più vicini all’arte concettuale che a logiche progettuali, designer e architetti, il più delle volte riuniti in collettivi, hanno realizzato collage, film e progetti di interni per dare forma a istanze di natura antiprogressista e anticapitalista sulle idee di abitare e di ambiente. Tra i progetti che verranno discussi rientrano il Pratone (1971) del torinese Gruppo Strum, prodotto da Gufram; la serie di fotomontaggi Salvataggi di centri storici italiani (Italia vostra) (1972) dei fiorentini Superstudio; e progetti del Gruppo 9999 come quello per la discoteca Space Electronic di Firenze (1969), che includeva un orto di fianco alla pista da ballo. Come affermato da Emilio Ambasz nel catalogo della mostra Italy: The New Domestic Landscape (1972) presso il MoMA, in cui questi collettivi sono stati inclusi, “Oggetti di questo tipo sono concepiti come insiemi ambientali... [che] corrispondono alle preoccupazioni di una società in evoluzione”.| File | Dimensione | Formato | |
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