Il contributo analizza il ruolo del design come leva strategica nella transizione ecologica e digitale della produzione industriale, con particolare riferimento al sistema Made in Italy. A partire dal quadro normativo europeo – tra cui l’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR), il Digital Product Passport (DPP) e la responsabilità estesa del produttore – l’Economia circolare viene inquadrata come modello sistemico e rigenerativo, strutturato secondo il framework delle 9R (Refuse, Rethink, Reduce, Reuse, Repair, Refurbish, Remanufacture, Repurpose, Recycle, Recover). L’articolo riprende i contenuti emersi durante la conferenza internazionale “Reuse, Repair, Rethink, Reform. Designing for Circularity and Responsible Innovation”, svoltasi a Ecomondo, evidenziando come la circolarità coinvolga tanto la dimensione materiale (durabilità, riparabilità, efficienza delle risorse, logistica inversa) quanto quella immateriale (etica, inclusione, cultura organizzativa). In tale prospettiva, il design si configura come mediatore tra saperi, attori e filiere produttive, favorendo l’integrazione tra innovazione tecnologica e innovazione organizzativa. Particolare attenzione è dedicata al concetto di Responsible Research and Innovation (RRI) e alla figura del Transitional Industrial Designer, sviluppata nell’ambito del programma MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile (Spoke 1, Università di Bologna). I casi presentati – dal retail (Euronics) alla moda (Cloov), dall’aerospazio (Thales Alenia Space) alla gestione delle risorse (Interzero) – mostrano come strumenti digitali, lifecycle thinking e modelli di business circolari possano tradurre la sostenibilità in pratiche industriali concrete. La circolarità emerge così non come vincolo normativo, ma come investimento strategico, fondato su collaborazione sistemica, anticipazione degli impatti e trasformazione culturale lungo l’intera catena del valore.
Ciravegna, E., Succini, L., Rosato, L., Zannoni, M., Pasini, V. (2025). L’Economia circolare nella transizione industriale. Nuove tecnologie per la produzione responsabile. SISTEMI & IMPRESA, 2025(4), 41-48.
L’Economia circolare nella transizione industriale. Nuove tecnologie per la produzione responsabile
Ciravegna, Erik;Succini, Laura;Rosato, Ludovica
;Zannoni, Michele;Pasini, Veronica
2025
Abstract
Il contributo analizza il ruolo del design come leva strategica nella transizione ecologica e digitale della produzione industriale, con particolare riferimento al sistema Made in Italy. A partire dal quadro normativo europeo – tra cui l’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR), il Digital Product Passport (DPP) e la responsabilità estesa del produttore – l’Economia circolare viene inquadrata come modello sistemico e rigenerativo, strutturato secondo il framework delle 9R (Refuse, Rethink, Reduce, Reuse, Repair, Refurbish, Remanufacture, Repurpose, Recycle, Recover). L’articolo riprende i contenuti emersi durante la conferenza internazionale “Reuse, Repair, Rethink, Reform. Designing for Circularity and Responsible Innovation”, svoltasi a Ecomondo, evidenziando come la circolarità coinvolga tanto la dimensione materiale (durabilità, riparabilità, efficienza delle risorse, logistica inversa) quanto quella immateriale (etica, inclusione, cultura organizzativa). In tale prospettiva, il design si configura come mediatore tra saperi, attori e filiere produttive, favorendo l’integrazione tra innovazione tecnologica e innovazione organizzativa. Particolare attenzione è dedicata al concetto di Responsible Research and Innovation (RRI) e alla figura del Transitional Industrial Designer, sviluppata nell’ambito del programma MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile (Spoke 1, Università di Bologna). I casi presentati – dal retail (Euronics) alla moda (Cloov), dall’aerospazio (Thales Alenia Space) alla gestione delle risorse (Interzero) – mostrano come strumenti digitali, lifecycle thinking e modelli di business circolari possano tradurre la sostenibilità in pratiche industriali concrete. La circolarità emerge così non come vincolo normativo, ma come investimento strategico, fondato su collaborazione sistemica, anticipazione degli impatti e trasformazione culturale lungo l’intera catena del valore.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


