Il lavoro analizza il mutamento che nella giurisprudenza comunitaria si è verificato rispetto all’iniziale idea di tenere larga la platea dei suoi interlocutori privilegiando nel modo più possibile omogeneo i diritti garantiti ai soggetti dell’ordinamento UE. Nel tempo la Corte di giustizia ha proceduto ad un progressivo bilanciamento di tale sua funzione con quella di una tutela e di una promozione dei valori dell’Unione. La tutela di questi ha comportato un suo irrigidimento e limitazioni della competenza delle autorità giudiziarie di Paesi membri a svolgere un servizio a favore dei soggetti dei loro Paesi. A scudo di ciò i giudici di Lussemburgo hanno utilizzato precedenti pronunce di autorità giurisdizionali definitive di quei Paesi conformi alle proprie posizioni rafforzandone il significato mediante l’indicazione di consoni precedenti della Corte EDU. È così pervenuta a fare acquisire all’atteggiamento che è arrivata ad assumere in materia unruolo, parallelo a quello delle sentenze gemelle applicative del Regolamento generale di condizionalità, funzionale a ricondurre Stati quali la Polonia e l’Ungheria al rispetto dei valori di cui all’art. 2 TUE: un ruolo non identico, ma certo importante, perché anch’esso concorrente ad “assicurare il carattere peculiare dell’ordinamento istituito dai trattati
Mengozzi, P. (2025). La procedura pregiudiziale della Corte di giustizia ed i valori dell’Unione europea. IL DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA, 2(2), 1-31.
La procedura pregiudiziale della Corte di giustizia ed i valori dell’Unione europea
Pieralberto Mengozzi
2025
Abstract
Il lavoro analizza il mutamento che nella giurisprudenza comunitaria si è verificato rispetto all’iniziale idea di tenere larga la platea dei suoi interlocutori privilegiando nel modo più possibile omogeneo i diritti garantiti ai soggetti dell’ordinamento UE. Nel tempo la Corte di giustizia ha proceduto ad un progressivo bilanciamento di tale sua funzione con quella di una tutela e di una promozione dei valori dell’Unione. La tutela di questi ha comportato un suo irrigidimento e limitazioni della competenza delle autorità giudiziarie di Paesi membri a svolgere un servizio a favore dei soggetti dei loro Paesi. A scudo di ciò i giudici di Lussemburgo hanno utilizzato precedenti pronunce di autorità giurisdizionali definitive di quei Paesi conformi alle proprie posizioni rafforzandone il significato mediante l’indicazione di consoni precedenti della Corte EDU. È così pervenuta a fare acquisire all’atteggiamento che è arrivata ad assumere in materia unruolo, parallelo a quello delle sentenze gemelle applicative del Regolamento generale di condizionalità, funzionale a ricondurre Stati quali la Polonia e l’Ungheria al rispetto dei valori di cui all’art. 2 TUE: un ruolo non identico, ma certo importante, perché anch’esso concorrente ad “assicurare il carattere peculiare dell’ordinamento istituito dai trattatiI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


