Impedito nel progetto di visitare Roma dapprima da ragioni familiari, poi dall’«improvisa non creduta occupazione dell’esercito Francese» (Ferdinando Belvisi), Jacopo Alessandro Calvi, pittore ma anche scrittore d’arte, non manca di riflettere sull’Antico. Convinto assertore delle teorie estetiche del classicismo, celebra infatti i modelli impareggiabili della statuaria greca – conosciuta soprattutto attraverso calchi – che «porgeranno sempre certa e sicura norma di una giusta simmetria, d’una leggiadra forma di corpo, e di una sceltezza di parti corrispondenti con perfetto accordo al suo tutto», come scrive nel Discorso letto presso l’Accademia bolognese nel 1808. Soprattutto in età napoleonica l’affermarsi di un nuovo gusto lo induce ad affiancare alla poco richiesta produzione di tema sacro, numerosi soggetti tratti dalla storia antica – oggi per lo più documentati dalla sua superstite attività grafica – che sembrano privilegiare interpretazioni gradite ad una committenza di orientamento conservatore.
Graziani, I. (2026). L’Antico nella grafica di Jacopo Alessandro Calvi. Bologna : Edizione in riga.
L’Antico nella grafica di Jacopo Alessandro Calvi
Irene Graziani
2026
Abstract
Impedito nel progetto di visitare Roma dapprima da ragioni familiari, poi dall’«improvisa non creduta occupazione dell’esercito Francese» (Ferdinando Belvisi), Jacopo Alessandro Calvi, pittore ma anche scrittore d’arte, non manca di riflettere sull’Antico. Convinto assertore delle teorie estetiche del classicismo, celebra infatti i modelli impareggiabili della statuaria greca – conosciuta soprattutto attraverso calchi – che «porgeranno sempre certa e sicura norma di una giusta simmetria, d’una leggiadra forma di corpo, e di una sceltezza di parti corrispondenti con perfetto accordo al suo tutto», come scrive nel Discorso letto presso l’Accademia bolognese nel 1808. Soprattutto in età napoleonica l’affermarsi di un nuovo gusto lo induce ad affiancare alla poco richiesta produzione di tema sacro, numerosi soggetti tratti dalla storia antica – oggi per lo più documentati dalla sua superstite attività grafica – che sembrano privilegiare interpretazioni gradite ad una committenza di orientamento conservatore.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



