Dopo gli intensi dibattiti degli anni Sessanta e Settanta, le relazioni fra semiotica ed estetica si sono progressivamente affievolite, quasi al silenzio. Nell'esplorare questioni teoriche poco discusse og- gi in Italia, Pierluigi Basso riapre il dialogo interdisciplinare, mettendo a fuoco una rete di rapporti e di reciproche interrogazioni tra semiotica struturale e interpretativa (Greimas, Eco, Fabbri, Rastier, Fontanille), tra sociologia e sociosemiotica dell'arte (Bourdieu, Luhmann, Lotman, Landowski), tra estetica analitica e scienze cog- nitive (Goodman, Genette, Schaeffer, Wollheim, Danto, Walton, Levinson), tra fenomenologia e antropologia (Dufrenne, Jauss, Iser, Geertz), senza dimenticare il passaggio per autori cardinali del di- battito estetico contemporaneo come Husserl, Dewey, Adorno, Barthes. Se si profila una nuova, originale articolazione tra due gran- di tradizioni intellettuali rimaste reciprocamente indifferenti, la teo- ria dela conoscenza sensibile e la filosofia dell'arte, il confronto ser- rato con temi cruciali, quali lo statuto delle opere, gli effetti estetici, i regimi di fruizione e di valutazione, perviene infine a una sfaccettata caratterizzazione del dominio artistico sotto l'egida di una semiotica delle culture.
Basso, P. (2002). Il dominio dell'arte: semiotica e teorie estetiche. Roma : Meltemi.
Il dominio dell'arte: semiotica e teorie estetiche
Basso, Pierluigi
2002
Abstract
Dopo gli intensi dibattiti degli anni Sessanta e Settanta, le relazioni fra semiotica ed estetica si sono progressivamente affievolite, quasi al silenzio. Nell'esplorare questioni teoriche poco discusse og- gi in Italia, Pierluigi Basso riapre il dialogo interdisciplinare, mettendo a fuoco una rete di rapporti e di reciproche interrogazioni tra semiotica struturale e interpretativa (Greimas, Eco, Fabbri, Rastier, Fontanille), tra sociologia e sociosemiotica dell'arte (Bourdieu, Luhmann, Lotman, Landowski), tra estetica analitica e scienze cog- nitive (Goodman, Genette, Schaeffer, Wollheim, Danto, Walton, Levinson), tra fenomenologia e antropologia (Dufrenne, Jauss, Iser, Geertz), senza dimenticare il passaggio per autori cardinali del di- battito estetico contemporaneo come Husserl, Dewey, Adorno, Barthes. Se si profila una nuova, originale articolazione tra due gran- di tradizioni intellettuali rimaste reciprocamente indifferenti, la teo- ria dela conoscenza sensibile e la filosofia dell'arte, il confronto ser- rato con temi cruciali, quali lo statuto delle opere, gli effetti estetici, i regimi di fruizione e di valutazione, perviene infine a una sfaccettata caratterizzazione del dominio artistico sotto l'egida di una semiotica delle culture.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


