L’articolo propone una problematizzazione concettuale del “diafano”, distinguendolo dalla semplice trasparenza e interpretandolo come scenarizzazione inter-attanziale delle mediazioni . Il diafano non è imperfezione ottica, ma emergenza delle mediazioni tacite che, nel lasciar trasparire, interpenetrano le identità coinvolte. Attraverso un’analisi che intreccia percezione, discorso e statuto dei mediatori, il saggio mostra come ogni regime semiotico comporti una diafanità originaria: ciò che media non è mai neutro, ma filtra e si impregna dell’alterità . Vengono così distinte diverse costituzioni del diafano (introflessiva, separativa, reclusiva), che ridefiniscono le dissimilazioni identitarie. La nozione è estesa al piano figurale e intersensoriale, mettendo in luce la dimensione aptica e la lateralizzazione dello sguardo. Il diafano appare infine come antispettacolare e democratico, poiché sospende gerarchie attoriali e valorizza l’interpenetrazione identitaria. Ne emerge una semiotica dell’intrattenimento sensibile, capace di rileggere le mediazioni come luoghi di co-implicazione e di riapertura del senso
Basso, P. (2012). Dia(fa)noia: per una semiotica dell'interpenetrazione identitaria (e dell'intrattenimento antispettacolare). TREVISO : ZEL.
Dia(fa)noia: per una semiotica dell'interpenetrazione identitaria (e dell'intrattenimento antispettacolare)
Pierluigi Basso Fossali
2012
Abstract
L’articolo propone una problematizzazione concettuale del “diafano”, distinguendolo dalla semplice trasparenza e interpretandolo come scenarizzazione inter-attanziale delle mediazioni . Il diafano non è imperfezione ottica, ma emergenza delle mediazioni tacite che, nel lasciar trasparire, interpenetrano le identità coinvolte. Attraverso un’analisi che intreccia percezione, discorso e statuto dei mediatori, il saggio mostra come ogni regime semiotico comporti una diafanità originaria: ciò che media non è mai neutro, ma filtra e si impregna dell’alterità . Vengono così distinte diverse costituzioni del diafano (introflessiva, separativa, reclusiva), che ridefiniscono le dissimilazioni identitarie. La nozione è estesa al piano figurale e intersensoriale, mettendo in luce la dimensione aptica e la lateralizzazione dello sguardo. Il diafano appare infine come antispettacolare e democratico, poiché sospende gerarchie attoriali e valorizza l’interpenetrazione identitaria. Ne emerge una semiotica dell’intrattenimento sensibile, capace di rileggere le mediazioni come luoghi di co-implicazione e di riapertura del sensoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


