Il contributo si inserisce in una serie di ricerche sulle constitutiones ad commodum propositi operis pertinentes e specificamente su quelle che, fra queste ultime, furono emanate nella data del 18 ottobre 532. In particolare, l’oggetto dell’indagine riguarda C. 6.35.12, una costituzione con cui la cancelleria, riferendosi all’ambito di applicazione del Sc. Silaniano, volle estendere la portata della soluzione riscontrata in D. 29.5.1.27 (Ulp. 50 ad ed.) anche al caso in cui l’aggressione al dominus fosse avvenuta in via o in agro. L’intervento della cancelleria traeva dunque il suo spunto dalla lettura del cinquantesimo libro ad edictum di Ulpiano. A questo proposito sappiamo che il cinquantesimo libro del commentario edittale ulpianeo rientrava in quel gruppo di libri che, pur provenendo da opere di commento all’editto, risultano assegnati, secondo lo schema bluhmiano, alla massa sabiniana. Poiché lo spoglio di tale blocco di libri (in Ulpiano dal ventiseiesimo al cinquantunesimo) segue immediatamente quello dei tre grandi commentari ad Sabinum (di Pomponio, di Paolo e di Ulpiano) ne esce confortata e anzi rafforzata l’idea che alla data del 18 novembre 532 il lavoro di lettura e di spoglio dei compilatori fosse in via di completamento e anzi probabilmente ormai concluso almeno per quanto riguarda i grandi commentari ad Sabinum e ad edictum.
Mattioli, F. (2025). Gli schiavi dimoranti sub eodem tecto e l’uccisione del dominus in via vel in agro in una costituzione giustinianea del 18 ottobre 532. SPECULA IURIS, 5(1-2), 351-364.
Gli schiavi dimoranti sub eodem tecto e l’uccisione del dominus in via vel in agro in una costituzione giustinianea del 18 ottobre 532
Fabiana Mattioli
2025
Abstract
Il contributo si inserisce in una serie di ricerche sulle constitutiones ad commodum propositi operis pertinentes e specificamente su quelle che, fra queste ultime, furono emanate nella data del 18 ottobre 532. In particolare, l’oggetto dell’indagine riguarda C. 6.35.12, una costituzione con cui la cancelleria, riferendosi all’ambito di applicazione del Sc. Silaniano, volle estendere la portata della soluzione riscontrata in D. 29.5.1.27 (Ulp. 50 ad ed.) anche al caso in cui l’aggressione al dominus fosse avvenuta in via o in agro. L’intervento della cancelleria traeva dunque il suo spunto dalla lettura del cinquantesimo libro ad edictum di Ulpiano. A questo proposito sappiamo che il cinquantesimo libro del commentario edittale ulpianeo rientrava in quel gruppo di libri che, pur provenendo da opere di commento all’editto, risultano assegnati, secondo lo schema bluhmiano, alla massa sabiniana. Poiché lo spoglio di tale blocco di libri (in Ulpiano dal ventiseiesimo al cinquantunesimo) segue immediatamente quello dei tre grandi commentari ad Sabinum (di Pomponio, di Paolo e di Ulpiano) ne esce confortata e anzi rafforzata l’idea che alla data del 18 novembre 532 il lavoro di lettura e di spoglio dei compilatori fosse in via di completamento e anzi probabilmente ormai concluso almeno per quanto riguarda i grandi commentari ad Sabinum e ad edictum.| File | Dimensione | Formato | |
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