Noti anche con il titolo di "Sei giornate", i "Ragionamenti" di Pietro Aretino costituiscono una delle opere più scandalose e controverse della tradizione letteraria italiana. Da subito messi all’"Indice dei libri proibiti", considerati testi osceni e licenziosi, i due dialoghi aretiniani hanno conosciuto una vicenda editoriale assai travagliata, e una diffusione in forme librarie irregolari e talora contraffatte. La condanna di immoralità ne ha contrassegnato la trasmissione epoca dopo epoca, e ha contribuito alla loro nefasta fama di libri esecrabili, le cui protagoniste, scostumate meretrici e donne di malaffare, sono passate alla storia come deplorevoli esempi di spudorata turpitudine. Questo studio ricostruisce in maniera dettagliata e documentata le vicissitudini dei "Ragionamenti" attraverso i secoli, dalle prime edizioni del 1534 e del 1536, fino al loro recupero novecentesco, reso possibile dalla caparbia audacia di Guillaume Apollinaire. E ne offre altresì una rinnovata interpretazione con l’intento di illustrarne la notevole complessità storico-culturale, inquadrando i "Ragionamenti" nel tumultuoso orizzonte dell’Italia cinquecentesca, nell’età della transizione dal Rinascimento alla Controriforma.
Sberlati, F. (2026). I sillogismi di Nanna. Rilettura dei "Ragionamenti" di Pietro Aretino. Bologna : Bologna University Press [10.30682/9791254777367].
I sillogismi di Nanna. Rilettura dei "Ragionamenti" di Pietro Aretino
Sberlati Francesco
2026
Abstract
Noti anche con il titolo di "Sei giornate", i "Ragionamenti" di Pietro Aretino costituiscono una delle opere più scandalose e controverse della tradizione letteraria italiana. Da subito messi all’"Indice dei libri proibiti", considerati testi osceni e licenziosi, i due dialoghi aretiniani hanno conosciuto una vicenda editoriale assai travagliata, e una diffusione in forme librarie irregolari e talora contraffatte. La condanna di immoralità ne ha contrassegnato la trasmissione epoca dopo epoca, e ha contribuito alla loro nefasta fama di libri esecrabili, le cui protagoniste, scostumate meretrici e donne di malaffare, sono passate alla storia come deplorevoli esempi di spudorata turpitudine. Questo studio ricostruisce in maniera dettagliata e documentata le vicissitudini dei "Ragionamenti" attraverso i secoli, dalle prime edizioni del 1534 e del 1536, fino al loro recupero novecentesco, reso possibile dalla caparbia audacia di Guillaume Apollinaire. E ne offre altresì una rinnovata interpretazione con l’intento di illustrarne la notevole complessità storico-culturale, inquadrando i "Ragionamenti" nel tumultuoso orizzonte dell’Italia cinquecentesca, nell’età della transizione dal Rinascimento alla Controriforma.| File | Dimensione | Formato | |
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