Negli ultimi anni la messaggistica istantanea – instant messaging (IM) – è diventata uno dei mezzi di comunicazione più utilizzati della nostra società: WhatsApp, Signal, Telegram, WeChat, ma anche Microsoft Teams o Google Chat, solo per citarne alcuni, sono diventati straordinariamente diffusi come metodo di comunicazione veloce ed efficiente. Come osserva Jenny Mitcham in un recente post dal titolo What’s up with using WhatsApp? (Digital Preservation Coalition), chi si occupa di archivi digitali dovrebbe iniziare ad interrogarsi sulla messaggistica istantanea come documento archivistico e pensare a come gestirla, archiviarla e conservarla a lungo termine, proprio in virtù del suo crescente impiego per comunicazioni importanti, aspetti decisionali o come parte delle nostre memorie digitali personali. Sebbene queste applicazioni favoriscano un modo di comunicare rapido e semplice, il loro utilizzo espone ad alcune criticità emergenti. L’intervento propone di delineare lo stato dell’arte sulla gestione della messaggistica istantanea negli archivi digitali: recenti studi e inchieste, svolti principalmente da istituti internazionali e archivi nazionali tra il 2020 e il 2023, hanno portano alla luce una prima riflessione attorno al concetto di messaggistica istantanea come record, nonché policy e best practices per la sua gestione e conservazione.
Del Bianco, A. (2024). Messaggistica Istantanea e Archivi Digitali. Quali soluzioni? Best practices e considerazioni dal contesto internazionale [10.6092/unibo/amsacta/7927].
Messaggistica Istantanea e Archivi Digitali. Quali soluzioni? Best practices e considerazioni dal contesto internazionale
Alessia Del Bianco
2024
Abstract
Negli ultimi anni la messaggistica istantanea – instant messaging (IM) – è diventata uno dei mezzi di comunicazione più utilizzati della nostra società: WhatsApp, Signal, Telegram, WeChat, ma anche Microsoft Teams o Google Chat, solo per citarne alcuni, sono diventati straordinariamente diffusi come metodo di comunicazione veloce ed efficiente. Come osserva Jenny Mitcham in un recente post dal titolo What’s up with using WhatsApp? (Digital Preservation Coalition), chi si occupa di archivi digitali dovrebbe iniziare ad interrogarsi sulla messaggistica istantanea come documento archivistico e pensare a come gestirla, archiviarla e conservarla a lungo termine, proprio in virtù del suo crescente impiego per comunicazioni importanti, aspetti decisionali o come parte delle nostre memorie digitali personali. Sebbene queste applicazioni favoriscano un modo di comunicare rapido e semplice, il loro utilizzo espone ad alcune criticità emergenti. L’intervento propone di delineare lo stato dell’arte sulla gestione della messaggistica istantanea negli archivi digitali: recenti studi e inchieste, svolti principalmente da istituti internazionali e archivi nazionali tra il 2020 e il 2023, hanno portano alla luce una prima riflessione attorno al concetto di messaggistica istantanea come record, nonché policy e best practices per la sua gestione e conservazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


