Il contributo analizza il modo in cui, a partire dal 2020, i nuovi strumenti europei di finanziamento (RRF e NGEU) e la riforma della governance finanziaria del 2024 del Patto di stabilità e crescita hanno inciso sulla definizione della spesa pubblica nazionale. La riforma ha introdotto infatti la nozione di “spesa primaria netta” come indicatore centrale, associandola a percorsi pluriennali vincolanti elaborati nei Piani strutturali di bilancio. Pur attribuendo importanza alla titolarità nazionale delle decisioni di spesa, l'analisi mette in luce come la riforma del PSC abbia attribuito alla Commissione un ruolo determinante grazie anche alla debt sustainability analysis e alla definizione delle traiettorie di riferimento, limitando in concreto l’autonomia degli Stati, specialmente quelli ad alto debito. Il lavoro si concentra poi sul meccanismo di programmazione pluriennale richiesta dal PSC a livello sovranazionale concludendo che esso può funzionare solo se esso risulta accompagnato da un processo stabile di analisi e revisione della spesa. Le recenti innovazioni mirano certamente a rafforzare il contributo delle amministrazioni e a introdurre metodologie comuni di spending review. D'altra parte, l'articolo conclude nel senso che per quanto le prospettive di riforma della legislazione interna in materia di finanza pubblica mettano in risalto il ruolo centrale del MEF e prevedono un maggiore coinvolgimento parlamentare, nelle proposte di riscrittura della legge n. 196/2009 finora circolate appare debole l’integrazione tra spending review, programmazione europea e, in particolare, controllo delle tax expenditures, particolare tipologia di spesa pubblica alla quale gli Stati hanno fatto massiccio ricorso nel periodo dell'emergenza pandemica e sulla quale il contributo compie un focus di approfondimento.
Mondini, A. (2026). LA GOVERNANCE EUROPEA DELLA SPESA PUBBLICA DOPO LA RIFORMA DEL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA. RIVISTA DIRITTO AMMINISTRAZIONE E FINANZA PUBBLICA - FINPA, 1, 24-38.
LA GOVERNANCE EUROPEA DELLA SPESA PUBBLICA DOPO LA RIFORMA DEL PATTO DI STABILITÀ E CRESCITA
Andrea Mondini
2026
Abstract
Il contributo analizza il modo in cui, a partire dal 2020, i nuovi strumenti europei di finanziamento (RRF e NGEU) e la riforma della governance finanziaria del 2024 del Patto di stabilità e crescita hanno inciso sulla definizione della spesa pubblica nazionale. La riforma ha introdotto infatti la nozione di “spesa primaria netta” come indicatore centrale, associandola a percorsi pluriennali vincolanti elaborati nei Piani strutturali di bilancio. Pur attribuendo importanza alla titolarità nazionale delle decisioni di spesa, l'analisi mette in luce come la riforma del PSC abbia attribuito alla Commissione un ruolo determinante grazie anche alla debt sustainability analysis e alla definizione delle traiettorie di riferimento, limitando in concreto l’autonomia degli Stati, specialmente quelli ad alto debito. Il lavoro si concentra poi sul meccanismo di programmazione pluriennale richiesta dal PSC a livello sovranazionale concludendo che esso può funzionare solo se esso risulta accompagnato da un processo stabile di analisi e revisione della spesa. Le recenti innovazioni mirano certamente a rafforzare il contributo delle amministrazioni e a introdurre metodologie comuni di spending review. D'altra parte, l'articolo conclude nel senso che per quanto le prospettive di riforma della legislazione interna in materia di finanza pubblica mettano in risalto il ruolo centrale del MEF e prevedono un maggiore coinvolgimento parlamentare, nelle proposte di riscrittura della legge n. 196/2009 finora circolate appare debole l’integrazione tra spending review, programmazione europea e, in particolare, controllo delle tax expenditures, particolare tipologia di spesa pubblica alla quale gli Stati hanno fatto massiccio ricorso nel periodo dell'emergenza pandemica e sulla quale il contributo compie un focus di approfondimento.| File | Dimensione | Formato | |
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