Il numero di immigrati (“stranieri”) in carcere è oggi molto alto nella maggior parte dei sistemi penali europei, mentre è piuttosto basso negli Stati Uniti, ed è così ormai da molto tempo. Le ricostruzioni criminologiche e storiche negli Stati Uniti – come ad esempio quella di Khalil Gibran Muhammad in The Condemnation of Blackness: Race Crime and the Making of Urban America – hanno avanzato la tesi che l'iniziale ostilità verso gli immigrati, espressa anche in processi di criminalizzazione, si sia lentamente trasformata in un processo di assimilazione e "sbiancamento" degli immigrati dell'Europa meridionale e orientale. Mentre, tra il periodo della Ricostruzione e quello della Grande Migrazione, gli americani di origine africana divennero sempre più oggetto di processi di criminalizzazione. Di conseguenza, il numero di immigrati (nel senso di “stranieri”) in carcere divenne trascurabile, mentre la "sovrarappresentazione" degli afroamericani in carcere divenne cosa assai comune. C'è qualcosa da imparare oggi in Europa da questa storia? C'è il rischio che anche in Europa si possa passare dalla xenofobia al razzismo nei processi di criminalizzazione e incarcerazione? In questa prima analisi, molto provvisoria, presentiamo dati tratti dal recente contesto migratorio italiano per iniziare a riflettere su alcune di queste questioni.

Crocitti, S., Melossi, D. (2025). Incarcerazione degli stranieri e processi di “razzializzazione”: uno sguardo comparato tra Stati Uniti ed Italia. STUDI SULLA QUESTIONE CRIMINALE, 2, 33-60 [10.7383/119415].

Incarcerazione degli stranieri e processi di “razzializzazione”: uno sguardo comparato tra Stati Uniti ed Italia

Crocitti Stefania
Co-primo
;
Melossi Dario
Co-primo
2025

Abstract

Il numero di immigrati (“stranieri”) in carcere è oggi molto alto nella maggior parte dei sistemi penali europei, mentre è piuttosto basso negli Stati Uniti, ed è così ormai da molto tempo. Le ricostruzioni criminologiche e storiche negli Stati Uniti – come ad esempio quella di Khalil Gibran Muhammad in The Condemnation of Blackness: Race Crime and the Making of Urban America – hanno avanzato la tesi che l'iniziale ostilità verso gli immigrati, espressa anche in processi di criminalizzazione, si sia lentamente trasformata in un processo di assimilazione e "sbiancamento" degli immigrati dell'Europa meridionale e orientale. Mentre, tra il periodo della Ricostruzione e quello della Grande Migrazione, gli americani di origine africana divennero sempre più oggetto di processi di criminalizzazione. Di conseguenza, il numero di immigrati (nel senso di “stranieri”) in carcere divenne trascurabile, mentre la "sovrarappresentazione" degli afroamericani in carcere divenne cosa assai comune. C'è qualcosa da imparare oggi in Europa da questa storia? C'è il rischio che anche in Europa si possa passare dalla xenofobia al razzismo nei processi di criminalizzazione e incarcerazione? In questa prima analisi, molto provvisoria, presentiamo dati tratti dal recente contesto migratorio italiano per iniziare a riflettere su alcune di queste questioni.
2025
Crocitti, S., Melossi, D. (2025). Incarcerazione degli stranieri e processi di “razzializzazione”: uno sguardo comparato tra Stati Uniti ed Italia. STUDI SULLA QUESTIONE CRIMINALE, 2, 33-60 [10.7383/119415].
Crocitti, Stefania; Melossi, Dario
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