Questo articolo tratta della situazione onomastica di un gruppo particolare di migranti, ovvero ragazzi e ragazze, adolescenti e giovani adulti ebrei provenienti dalla Germania e dall'Austria, giunti in Gran Bretagna negli anni '20 e '30. Molti di loro, provenendo da famiglie ebree assimilate, portavano nomi particolarmente popolari all'epoca. Durante il periodo nazista, i nomi Sara e Israel furono sostituiti con un secondo nome. In Gran Bretagna, il nome tedesco era considerato un segno di appartenenza al nemico e quindi stigmatizzante, rendendo ancora più urgente il desiderio di anglicizzare il nome o di sceglierne uno nuovo in inglese. Quali nomi furono scelti e come furono vissute queste situazioni è illustrato sulla base di esempi tratti da diversi corpora (di lingua orale, ma anche documenti scritti come The London Gazette, organo ufficiale per comunicare l’avvenuto cambio del nome proprio), permettendo una prospettiva interpretativa multipla. I concetti di "posizionamento" (Bamberg 1997) e "esperienza linguistica" (Busch 2012) sono al centro dell'analisi. Inoltre, i risultati saranno confrontati constudi sui nomi e sui cambiamenti di nome più recenti (cfr. Lulle 2021), al fine di individuare continuità o cambiamenti in un contesto storico mutato.
Thüne, E. (2025). Namen und Namensänderung von deutschsprachigen Migrant_innen nach Großbritannien in den 1930er Jahren. Bologna : Centro di Studi Linguistico-Culturali (CeSLiC) [10.6092/unibo/amsacta/8668].
Namen und Namensänderung von deutschsprachigen Migrant_innen nach Großbritannien in den 1930er Jahren
Eva-Maria Thüne
2025
Abstract
Questo articolo tratta della situazione onomastica di un gruppo particolare di migranti, ovvero ragazzi e ragazze, adolescenti e giovani adulti ebrei provenienti dalla Germania e dall'Austria, giunti in Gran Bretagna negli anni '20 e '30. Molti di loro, provenendo da famiglie ebree assimilate, portavano nomi particolarmente popolari all'epoca. Durante il periodo nazista, i nomi Sara e Israel furono sostituiti con un secondo nome. In Gran Bretagna, il nome tedesco era considerato un segno di appartenenza al nemico e quindi stigmatizzante, rendendo ancora più urgente il desiderio di anglicizzare il nome o di sceglierne uno nuovo in inglese. Quali nomi furono scelti e come furono vissute queste situazioni è illustrato sulla base di esempi tratti da diversi corpora (di lingua orale, ma anche documenti scritti come The London Gazette, organo ufficiale per comunicare l’avvenuto cambio del nome proprio), permettendo una prospettiva interpretativa multipla. I concetti di "posizionamento" (Bamberg 1997) e "esperienza linguistica" (Busch 2012) sono al centro dell'analisi. Inoltre, i risultati saranno confrontati constudi sui nomi e sui cambiamenti di nome più recenti (cfr. Lulle 2021), al fine di individuare continuità o cambiamenti in un contesto storico mutato.| File | Dimensione | Formato | |
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