Il processo decisionale rappresenta una delle dimensioni più affascinanti dell’attività manageriale, perché nasce dall’intreccio indissolubile di elementi soggettivi ed oggettivi. Da un lato, ogni decisione è influenzata dal background culturale e professionale dell’individuo, dalla sua emotività e dalla specifica situazione contingente in cui si trova ad operare. Dall’altro, la stessa decisione si fonda su grandezze misurabili e oggettive, come volumi di produzione, prezzi, costi, margini e condizioni di pagamento. Le conseguenze attese dalla decisione vanno inoltre sempre valutate in un’ottica probabilistica, perché le valutazioni non avranno mai carattere di certezza, ma saranno soggette a una qualche (solitamente sconosciuta) distribuzione di probabilità. Coniugare in modo equilibrato le diverse prospettive e conseguenze attese sia in ottica di performance che di rischio è tutt’altro che semplice, si tratta di una vera e propria arte che segna la differenza di valore tra manager. In questo equilibrio si colloca il ruolo del controllo di gestione, che da sempre fornisce strumenti di analisi a supporto delle decisioni aziendali. Nell’attuale contesto competitivo, caratterizzato da complessità crescente e da dinamiche di mercato estremamente rapide, il contributo del controllo di gestione diventa ancora più decisivo: occorre infatti produrre informazioni tempestive, affidabili e integrate, capaci di guidare decisioni non basate soltanto su intuizioni ed esperienze individuali, ma su una solida base informativa ed economico-finanziaria. L’articolo si inserisce in questa prospettiva e presenta il modello dei “quattro livelli di pensiero”, che consente di analizzare le conseguenze di una decisione manageriale lungo diverse dimensioni – economiche, patrimoniali-finanziarie e strategiche – e secondo differenti orizzonti temporali. Dopo averne illustrato la logica generale, saranno approfonditi i primi due livelli attraverso un caso aziendale, mentre i successivi livelli verranno trattati in un contributo futuro.
Visani, F., Boccali, F. (2025). Controllo di gestione e supporto alle decisioni: il modello dei 4 livelli di pensiero. CONTROLLO DI GESTIONE, 5, 14-21.
Controllo di gestione e supporto alle decisioni: il modello dei 4 livelli di pensiero.
visani franco;boccali filippo
2025
Abstract
Il processo decisionale rappresenta una delle dimensioni più affascinanti dell’attività manageriale, perché nasce dall’intreccio indissolubile di elementi soggettivi ed oggettivi. Da un lato, ogni decisione è influenzata dal background culturale e professionale dell’individuo, dalla sua emotività e dalla specifica situazione contingente in cui si trova ad operare. Dall’altro, la stessa decisione si fonda su grandezze misurabili e oggettive, come volumi di produzione, prezzi, costi, margini e condizioni di pagamento. Le conseguenze attese dalla decisione vanno inoltre sempre valutate in un’ottica probabilistica, perché le valutazioni non avranno mai carattere di certezza, ma saranno soggette a una qualche (solitamente sconosciuta) distribuzione di probabilità. Coniugare in modo equilibrato le diverse prospettive e conseguenze attese sia in ottica di performance che di rischio è tutt’altro che semplice, si tratta di una vera e propria arte che segna la differenza di valore tra manager. In questo equilibrio si colloca il ruolo del controllo di gestione, che da sempre fornisce strumenti di analisi a supporto delle decisioni aziendali. Nell’attuale contesto competitivo, caratterizzato da complessità crescente e da dinamiche di mercato estremamente rapide, il contributo del controllo di gestione diventa ancora più decisivo: occorre infatti produrre informazioni tempestive, affidabili e integrate, capaci di guidare decisioni non basate soltanto su intuizioni ed esperienze individuali, ma su una solida base informativa ed economico-finanziaria. L’articolo si inserisce in questa prospettiva e presenta il modello dei “quattro livelli di pensiero”, che consente di analizzare le conseguenze di una decisione manageriale lungo diverse dimensioni – economiche, patrimoniali-finanziarie e strategiche – e secondo differenti orizzonti temporali. Dopo averne illustrato la logica generale, saranno approfonditi i primi due livelli attraverso un caso aziendale, mentre i successivi livelli verranno trattati in un contributo futuro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


