Lo statuto della filosofia della letteratura, un campo di studi che comincia a essere molto frequentato, è difficilmente determinabile. Rimane spesso un baratro metodologico e disciplinare che ben esprime certa filosofia analitica nel non considerare affatto la letteratura, e più in generale l’arte, come luogo e oggetto di pensiero. Rimane, cioè, in fondo l’idea che la scienza – anche quella filosofica – sia per definizione analitica mentre la letteratura sia per definizione non-scientifica. Eppure, il senso comune avverte che c’è qualcosa di profondamente ingiusto in questa distinzione quando tanta parte della nostra conoscenza del mondo storico, sociale, culturale e, alle volte persino scientifico dipende dalle narrazioni, specialmente da quelle che formano la letteratura. Qui vorrei cercare di argomentare una possibilità diversa basata su una personale elaborazione del pragmatismo americano e a partire dal testo Vite dei Santi di Nino Ricci, ottimo esempio di quella letteratura del dispatrio che sta acquistando meritata attenzione. Questa possibilità di lettura si basa su un realismo metafisico modale, che fa sì che lo scrittore, tramite il proprio “gesto” creativo letterario, faccia conoscere delle possibilità della realtà che l’occhio analitico non riesce a cogliere.
Maddalena, G. (2020). Il gesto letterario di Nino Ricci. MEROPE, XXIX(71), 9-24.
Il gesto letterario di Nino Ricci
maddalena giovanni
2020
Abstract
Lo statuto della filosofia della letteratura, un campo di studi che comincia a essere molto frequentato, è difficilmente determinabile. Rimane spesso un baratro metodologico e disciplinare che ben esprime certa filosofia analitica nel non considerare affatto la letteratura, e più in generale l’arte, come luogo e oggetto di pensiero. Rimane, cioè, in fondo l’idea che la scienza – anche quella filosofica – sia per definizione analitica mentre la letteratura sia per definizione non-scientifica. Eppure, il senso comune avverte che c’è qualcosa di profondamente ingiusto in questa distinzione quando tanta parte della nostra conoscenza del mondo storico, sociale, culturale e, alle volte persino scientifico dipende dalle narrazioni, specialmente da quelle che formano la letteratura. Qui vorrei cercare di argomentare una possibilità diversa basata su una personale elaborazione del pragmatismo americano e a partire dal testo Vite dei Santi di Nino Ricci, ottimo esempio di quella letteratura del dispatrio che sta acquistando meritata attenzione. Questa possibilità di lettura si basa su un realismo metafisico modale, che fa sì che lo scrittore, tramite il proprio “gesto” creativo letterario, faccia conoscere delle possibilità della realtà che l’occhio analitico non riesce a cogliere.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



