Al cospetto della realtà d’impresa, l’esigenza di fronteggiare quadri criminologici sempre più compositi ed eterogenei ha indotto il legislatore a superare la tradizionale monocultura ablativa, inaugurando un modello di prevenzione patrimoniale “adattivo”, improntato alla logica della minore invasività possibile dell’azione statale e, almeno in via di principio, aperto a prospettive recuperatorie e terapeutiche. Tuttavia, dietro la retorica della “prevenzione mite” riaffiorano tensioni irrisolte: pulsioni dirigistiche, squilibri tra autorità e impresa, derive moralizzatrici, persistente equiparazione tra criminalità “bianca” e criminalità “nera”. Da qui l’urgenza di un ripensamento critico, volto a restituire coerenza teleologica al sistema e ad arginare il rischio di una divaricazione tra funzioni manifeste e funzioni latenti dei nuovi modelli di prevenzione patrimoniale.
Arbotti, M. (2024). Interdittive antimafia e prevenzione patrimoniale non ablativa: tra funzioni manifeste e latenti. DIRITTO DI DIFESA, 3/4, 285-305.
Interdittive antimafia e prevenzione patrimoniale non ablativa: tra funzioni manifeste e latenti
Mario Arbotti
2024
Abstract
Al cospetto della realtà d’impresa, l’esigenza di fronteggiare quadri criminologici sempre più compositi ed eterogenei ha indotto il legislatore a superare la tradizionale monocultura ablativa, inaugurando un modello di prevenzione patrimoniale “adattivo”, improntato alla logica della minore invasività possibile dell’azione statale e, almeno in via di principio, aperto a prospettive recuperatorie e terapeutiche. Tuttavia, dietro la retorica della “prevenzione mite” riaffiorano tensioni irrisolte: pulsioni dirigistiche, squilibri tra autorità e impresa, derive moralizzatrici, persistente equiparazione tra criminalità “bianca” e criminalità “nera”. Da qui l’urgenza di un ripensamento critico, volto a restituire coerenza teleologica al sistema e ad arginare il rischio di una divaricazione tra funzioni manifeste e funzioni latenti dei nuovi modelli di prevenzione patrimoniale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


