L’articolo analizza l’ascesa e il declino dell’utopia della doppia transizione –«verde» e digitale – mettendo in luce come la promessa di prosperità soste-nibile, fondato sulla convergenza tra innovazione tecnologica e protezioneambientale, si vada frantumando. Attraverso una genealogia congiunta di«digitalizzazione» e «sviluppo sostenibile», si mostra come – a partire daglianni Ottanta – tali processi abbiano trasformato il capitalismo, intrecciandocrescita economica, espropriazione della natura e ridefinizione del lavoro. Sisottolinea inoltre il ruolo degli immaginari legati alla digitalizzazione green:da un lato l’idea della sostituzione del lavoro umano con quello delle macchi-ne, dall’altro la prospettiva di una sua emancipazione grazie all’automa-zione. Entrambe risultano funzionali all’occultamento delle gerarchie sociali,razziali e di genere che strutturano il capitalismo contemporaneo, in cui il la-voro più svalutato – manuale, di cura, migrante – rimane centrale, eppure in-visibile. Si propone infine una critica degli effetti materiali e degli immaginari sociali della doppia transizione, avanzando piuttosto la plausibilità di una«giusta transizione» capace di legare ecologia e lavoro in un progetto comune.
Leonardi, E., Benegiamo, M. (2025). Promesse mancate: ascesa utopica e declino distopico della doppia transizione verde e digitale. QUADERNI DI RASSEGNA SINDACALE. LAVORI, 2/2025, 131-150.
Promesse mancate: ascesa utopica e declino distopico della doppia transizione verde e digitale
Emanuele Leonardi;Maura Benegiamo
2025
Abstract
L’articolo analizza l’ascesa e il declino dell’utopia della doppia transizione –«verde» e digitale – mettendo in luce come la promessa di prosperità soste-nibile, fondato sulla convergenza tra innovazione tecnologica e protezioneambientale, si vada frantumando. Attraverso una genealogia congiunta di«digitalizzazione» e «sviluppo sostenibile», si mostra come – a partire daglianni Ottanta – tali processi abbiano trasformato il capitalismo, intrecciandocrescita economica, espropriazione della natura e ridefinizione del lavoro. Sisottolinea inoltre il ruolo degli immaginari legati alla digitalizzazione green:da un lato l’idea della sostituzione del lavoro umano con quello delle macchi-ne, dall’altro la prospettiva di una sua emancipazione grazie all’automa-zione. Entrambe risultano funzionali all’occultamento delle gerarchie sociali,razziali e di genere che strutturano il capitalismo contemporaneo, in cui il la-voro più svalutato – manuale, di cura, migrante – rimane centrale, eppure in-visibile. Si propone infine una critica degli effetti materiali e degli immaginari sociali della doppia transizione, avanzando piuttosto la plausibilità di una«giusta transizione» capace di legare ecologia e lavoro in un progetto comune.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


