In Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne di Melania Mazzucco, risulta immediatamente chiaro come la fotografia, il cinema muto, e meccanismi narrativi relativi al visivo, svolgano un ruolo strutturante nella narrazione. Il presente articolo esamina le forme di testualità ibrida (come l’iconotesto) e le varie istanze di ekphrasis ed ekphrasis cinematografica presenti nel romanzo. L’analisi di queste strutture formali permette in primis di tracciare un parallelo tra l’ekphrasis cinematografica e la forma biografica nella narrativa: così come il testo letterario evoca e richiama a vita le immagini silenziose del film muto, anche l’autrice del romanzo biografico, di fronte al silenzio, all’inacessibilità dell’archivio e al passato, interviene attraverso la finzione per ricreare una vita. In Silenzio, è proprio per mezzo della resa ecfrastica che l’autrice riesce a far emergere nel testo narrativo quell’efficacia e economia del gesto tipiche del cinema muto e crea in tal modo uno spazio di scambio intersemiotico che solleva questioni sull’(in)visibilità e all’agency nel romanzo biografico.
Woodhams Bertozzi, N. (2025). Le voci del film muto: forme di ‘ekphrasis’ e iconotesto in «Silenzio» di Melania Mazzucco. GRISELDAONLINE, 24(2), 201-217 [10.60923/issn.1721-4777/22795].
Le voci del film muto: forme di ‘ekphrasis’ e iconotesto in «Silenzio» di Melania Mazzucco
Woodhams Bertozzi, Nerida
2025
Abstract
In Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne di Melania Mazzucco, risulta immediatamente chiaro come la fotografia, il cinema muto, e meccanismi narrativi relativi al visivo, svolgano un ruolo strutturante nella narrazione. Il presente articolo esamina le forme di testualità ibrida (come l’iconotesto) e le varie istanze di ekphrasis ed ekphrasis cinematografica presenti nel romanzo. L’analisi di queste strutture formali permette in primis di tracciare un parallelo tra l’ekphrasis cinematografica e la forma biografica nella narrativa: così come il testo letterario evoca e richiama a vita le immagini silenziose del film muto, anche l’autrice del romanzo biografico, di fronte al silenzio, all’inacessibilità dell’archivio e al passato, interviene attraverso la finzione per ricreare una vita. In Silenzio, è proprio per mezzo della resa ecfrastica che l’autrice riesce a far emergere nel testo narrativo quell’efficacia e economia del gesto tipiche del cinema muto e crea in tal modo uno spazio di scambio intersemiotico che solleva questioni sull’(in)visibilità e all’agency nel romanzo biografico.| File | Dimensione | Formato | |
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