Da poco meno di vent’anni, ed in forte ritardo rispetto agli altri maggiori paesi europei, l’Italia sta (faticosamente) tentando di riformare il proprio settore previdenziale, diminuendo l’incidenza del pilastro pubblico e muovendosi verso una ristrutturazione di tipo multi-pilastro. I tre provvedimenti legislativi fondamentali, a tal proposito, sono stati il d.lgs. 124/1993, approvato dal primo governo Amato, il d.lgs. 47/2000, licenziato dal secondo governo D’Alema, e il d.lgs. 252/2005, voluto dal terzo governo Berlusconi. Ognuno di questi processi decisionali e, più in generale, la complessiva strategia di riforma che ha contraddistinto il periodo temporale nei quali sono stati proposti, dibattuti, ed infine approvati, è stato lungamente analizzato, sia in sede giuridico-economica che su basi politologiche. Tuttavia, gli studi che si sono confrontati con l’argomento hanno inevitabilmente preso a riferimento quali oggetto della propria analisi gli attori decisionali «classici» del policy field previdenziale (associazione degli imprenditori e sindacati confederali), laddove invece lo sviluppo della previdenza integrativa ha ampliato la platea degli interessi in gioco. A tal proposito, questo lavoro, in seguito ad una preliminare ricognizione delle risorse su cui poggiano la loro azione, si vuole dunque interrogare sul ruolo e l’influenza che, in ciascuno dei processi decisionali testé ricordati, hanno avuto l’associazione delle banche (Abi: Associazione Bancaria Italiana) e l’associazione delle assicurazioni (Ania: Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. A ciò connessa, vi è poi l’analisi delle tattiche e delle strategie da tali attori perseguite, nell’ottica di raggiungere i risultati che essi si propongono.

Banche e Assicurazioni nella "partita" della previdenza complementare: più risorse, più pressione, più influenza

PRITONI, ANDREA
2011

Abstract

Da poco meno di vent’anni, ed in forte ritardo rispetto agli altri maggiori paesi europei, l’Italia sta (faticosamente) tentando di riformare il proprio settore previdenziale, diminuendo l’incidenza del pilastro pubblico e muovendosi verso una ristrutturazione di tipo multi-pilastro. I tre provvedimenti legislativi fondamentali, a tal proposito, sono stati il d.lgs. 124/1993, approvato dal primo governo Amato, il d.lgs. 47/2000, licenziato dal secondo governo D’Alema, e il d.lgs. 252/2005, voluto dal terzo governo Berlusconi. Ognuno di questi processi decisionali e, più in generale, la complessiva strategia di riforma che ha contraddistinto il periodo temporale nei quali sono stati proposti, dibattuti, ed infine approvati, è stato lungamente analizzato, sia in sede giuridico-economica che su basi politologiche. Tuttavia, gli studi che si sono confrontati con l’argomento hanno inevitabilmente preso a riferimento quali oggetto della propria analisi gli attori decisionali «classici» del policy field previdenziale (associazione degli imprenditori e sindacati confederali), laddove invece lo sviluppo della previdenza integrativa ha ampliato la platea degli interessi in gioco. A tal proposito, questo lavoro, in seguito ad una preliminare ricognizione delle risorse su cui poggiano la loro azione, si vuole dunque interrogare sul ruolo e l’influenza che, in ciascuno dei processi decisionali testé ricordati, hanno avuto l’associazione delle banche (Abi: Associazione Bancaria Italiana) e l’associazione delle assicurazioni (Ania: Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. A ciò connessa, vi è poi l’analisi delle tattiche e delle strategie da tali attori perseguite, nell’ottica di raggiungere i risultati che essi si propongono.
I gruppi di interesse: organizzazione e rappresentanza politica
1
23
A. Pritoni
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/103560
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact