Il contributo del NerViLab (Nervi Virtual Lab, Sapienza Università di Roma) nell’ambito del progetto espositivo Pier Luigi Nervi, architettura come sfida, verte sull’analisi degli aspetti strutturali, geometrico-formali e costruttivi di una serie di opere di Pier Luigi Nervi. Il progetto espositivo, a cura di Carlo Olmo, si compone di un ampio ciclo internazionale di mostre dedicate al grande talento italiano ed è promosso dall’Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project, dal CIVA Centre International pour la Ville, l'Architecture et le Paysage di Bruxelles, dal MAXXI, con la collaborazione di CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Alla prima mostra, inaugurata a Bruxelles nel giugno 2010, stanno seguendo esposizioni che, oltre ad un nucleo costante di contenuti, presentano ogni volta nuovi tagli ed approfondimenti; tra queste, si segnala l’esposizione in corso di svolgimento a Roma, presso il MAXXI fino al 20 marzo 2011, con l’approfondimento sulle opere di Nervi per le Olimpiadi del 1960 curato da Sergio Poretti e Tullia Iori. Per rappresentare e analizzare l’esemplare sintesi nerviana tra composizione strutturale, forma geometrica e costruzione l’attività di ricerca del NerViLab si incentra su un’operazione di Reverse Engineering facendo uso di una metodologia di ricerca basata sul laboratorio virtuale nell’ambito del quale si sviluppano i modelli informatici delle architetture scelte; la modellazione matematica tridimensionale è finalizzata alla realizzazione di modelli fisici per la prototipazione tramite stereolitografia. A differenza del processo standard di Reverse Engineering, nel quale la descrizione matematica (CAD) si ottiene a partire dal modello fisico, per le architetture nerviane investigate le fonti di archivio sono state il naturale punto di partenza. In particolare, il lavoro di ricerca, sviluppatosi secondo le fasi di ridisegno, di modellazione e prototipazione, ha preso le mosse da un accordo di collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma ed il Centro Archivi del MAXXI, nonchè dalla documentazione resa disponibile dall’archivio del CONI e dallo CSAC di Parma. Alla ricerca svolta dal NerViLab sarà dedicata una mostra a Roma, dal 17 febbraio al 3 aprile 2011, presso l’Academia Belgica. Il ricorso a modelli fisici in ambito architettonico è tradizionalmente legato alla necessità di comunicare gli intenti progettuali nello spazio. Nelle fasi iniziali dell’iter progettuale, semplici modelli fisici consentono una verifica preliminare dei rapporti spaziali tra volumi; nelle fasi conclusive, modelli più dettagliati mirano a una rappresentazione verosimile in scala ridotta e vengono realizzati sia per la committenza, in ambito professionale, sia per un pubblico più vasto, in ambiti espositivi. Diversamente da tali tradizionali finalità, i modelli fisici delle opere presentate in mostra sono stati ideati dal NerViLab al fine di contribuire alla comprensione della profondità del pensiero nerviano puntando a trasmetterne l’esito più felice: l’espressività spaziale delle composizioni strutturali comunicate tramite il linguaggio geometrico. L’evidente ricorso a tale linguaggio colloca l’approccio nerviano nella tradizione classica dell’architettura nella quale, secondo Viollet–le-Duc, occorre stabilire le proporzioni sulla base delle esigenze statiche, le quali, a loro volta, derivano dalla geometria; struttura e geometria sono dunque legate in modo indissolubile. Per Nervi tale legame non sembra limitare le possibilità espressive, quanto, piuttosto, sembra mutuare in ambito architettonico il pensiero di Queneau, secondo cui il classico che scrive la sua tragedia osservando un certo numero di regole che conosce sia più libero del poeta che scrive quello che gli passa per la testa ed è schiavo di altre regole che ignora. L’essenza stessa della geometria, al contempo razionale ed oggettiva ...

Le geometrie strutturali di Pier Luigi Nervi: letture attraverso modelli

FALLAVOLLITA, FEDERICO
2011

Abstract

Il contributo del NerViLab (Nervi Virtual Lab, Sapienza Università di Roma) nell’ambito del progetto espositivo Pier Luigi Nervi, architettura come sfida, verte sull’analisi degli aspetti strutturali, geometrico-formali e costruttivi di una serie di opere di Pier Luigi Nervi. Il progetto espositivo, a cura di Carlo Olmo, si compone di un ampio ciclo internazionale di mostre dedicate al grande talento italiano ed è promosso dall’Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project, dal CIVA Centre International pour la Ville, l'Architecture et le Paysage di Bruxelles, dal MAXXI, con la collaborazione di CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Alla prima mostra, inaugurata a Bruxelles nel giugno 2010, stanno seguendo esposizioni che, oltre ad un nucleo costante di contenuti, presentano ogni volta nuovi tagli ed approfondimenti; tra queste, si segnala l’esposizione in corso di svolgimento a Roma, presso il MAXXI fino al 20 marzo 2011, con l’approfondimento sulle opere di Nervi per le Olimpiadi del 1960 curato da Sergio Poretti e Tullia Iori. Per rappresentare e analizzare l’esemplare sintesi nerviana tra composizione strutturale, forma geometrica e costruzione l’attività di ricerca del NerViLab si incentra su un’operazione di Reverse Engineering facendo uso di una metodologia di ricerca basata sul laboratorio virtuale nell’ambito del quale si sviluppano i modelli informatici delle architetture scelte; la modellazione matematica tridimensionale è finalizzata alla realizzazione di modelli fisici per la prototipazione tramite stereolitografia. A differenza del processo standard di Reverse Engineering, nel quale la descrizione matematica (CAD) si ottiene a partire dal modello fisico, per le architetture nerviane investigate le fonti di archivio sono state il naturale punto di partenza. In particolare, il lavoro di ricerca, sviluppatosi secondo le fasi di ridisegno, di modellazione e prototipazione, ha preso le mosse da un accordo di collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma ed il Centro Archivi del MAXXI, nonchè dalla documentazione resa disponibile dall’archivio del CONI e dallo CSAC di Parma. Alla ricerca svolta dal NerViLab sarà dedicata una mostra a Roma, dal 17 febbraio al 3 aprile 2011, presso l’Academia Belgica. Il ricorso a modelli fisici in ambito architettonico è tradizionalmente legato alla necessità di comunicare gli intenti progettuali nello spazio. Nelle fasi iniziali dell’iter progettuale, semplici modelli fisici consentono una verifica preliminare dei rapporti spaziali tra volumi; nelle fasi conclusive, modelli più dettagliati mirano a una rappresentazione verosimile in scala ridotta e vengono realizzati sia per la committenza, in ambito professionale, sia per un pubblico più vasto, in ambiti espositivi. Diversamente da tali tradizionali finalità, i modelli fisici delle opere presentate in mostra sono stati ideati dal NerViLab al fine di contribuire alla comprensione della profondità del pensiero nerviano puntando a trasmetterne l’esito più felice: l’espressività spaziale delle composizioni strutturali comunicate tramite il linguaggio geometrico. L’evidente ricorso a tale linguaggio colloca l’approccio nerviano nella tradizione classica dell’architettura nella quale, secondo Viollet–le-Duc, occorre stabilire le proporzioni sulla base delle esigenze statiche, le quali, a loro volta, derivano dalla geometria; struttura e geometria sono dunque legate in modo indissolubile. Per Nervi tale legame non sembra limitare le possibilità espressive, quanto, piuttosto, sembra mutuare in ambito architettonico il pensiero di Queneau, secondo cui il classico che scrive la sua tragedia osservando un certo numero di regole che conosce sia più libero del poeta che scrive quello che gli passa per la testa ed è schiavo di altre regole che ignora. L’essenza stessa della geometria, al contempo razionale ed oggettiva ...
E. M. Nervi; C. Chiorino; F. Romeo; L. Baglioni; M. Salvatore; F. Fallavollita
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/103098
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