Il provvedimento (d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 27) con il quale si è recepita nel nostro ordinamento la dir. 2007/36 (Shareholders’ Rights Directive) ha introdotto nel Testo Unico della Finanza, inter alia, novità con riferimento alla convocazione dell’assemblea delle società quotate. Nello scritto si analizzano – e in parte si criticano – le scelte del legislatore nazionale. Si paragona la disciplina italiana del sito Internet con quella tedesca e quella spagnola in merito all’utilizzo che gli azionisti, e le associazioni di azionisti, possono fare del sito stesso. Ci si chiede poi se esista nel nostro ordinamento un obbligo per la società quotata di pubblicizzare il proprio indirizzo web nel registro delle imprese. De iure condendo si auspica, tra l’altro, che il legislatore affronti espressamente il problema anche per le società non quotate. Concludono il lavoro due osservazioni (in, quantomeno parziale, contraddizione fra loro). Sotto un primo profilo si ipotizza che l’utilizzazione del sito Internet per diffondere informazioni possa contrastare le ragioni dell’assenteismo riconducibili alla c.d. apatia razionale, anche in considerazione della riduzione dei costi di acquisizione delle informazioni per l’esercizio consapevole del diritto di voto. Sotto un secondo profilo si paventa che l’utilizzo della rete telematica per l’informazione preassembleare possa essere causa di una “nuova apatia razionale” dettata da un eccesso di informazione che rischia di generare, di fatto, disinformazione.

La convocazione dell'assemblea delle società quotate: riflessioni sul recepimento della direttiva 2007/36

GUIDOTTI, ROLANDINO GUIDO
2011

Abstract

Il provvedimento (d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 27) con il quale si è recepita nel nostro ordinamento la dir. 2007/36 (Shareholders’ Rights Directive) ha introdotto nel Testo Unico della Finanza, inter alia, novità con riferimento alla convocazione dell’assemblea delle società quotate. Nello scritto si analizzano – e in parte si criticano – le scelte del legislatore nazionale. Si paragona la disciplina italiana del sito Internet con quella tedesca e quella spagnola in merito all’utilizzo che gli azionisti, e le associazioni di azionisti, possono fare del sito stesso. Ci si chiede poi se esista nel nostro ordinamento un obbligo per la società quotata di pubblicizzare il proprio indirizzo web nel registro delle imprese. De iure condendo si auspica, tra l’altro, che il legislatore affronti espressamente il problema anche per le società non quotate. Concludono il lavoro due osservazioni (in, quantomeno parziale, contraddizione fra loro). Sotto un primo profilo si ipotizza che l’utilizzazione del sito Internet per diffondere informazioni possa contrastare le ragioni dell’assenteismo riconducibili alla c.d. apatia razionale, anche in considerazione della riduzione dei costi di acquisizione delle informazioni per l’esercizio consapevole del diritto di voto. Sotto un secondo profilo si paventa che l’utilizzo della rete telematica per l’informazione preassembleare possa essere causa di una “nuova apatia razionale” dettata da un eccesso di informazione che rischia di generare, di fatto, disinformazione.
Guidotti R.
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