Alcune notizie storiche indicherebbero l’origine del Murgese dai cavalli di Federico II di Svevia, nipote del Barbarossa, che tra il 1212 e il 1250 fu Imperatore del Sacro Romano Impero. Altre informazioni, farebbero risalire la formazione di questa razza da un importante allevamento che la Repubblica di Venezia, tra la fine del XV e l’inizio del XVI, aveva avviato nei pressi di Alberobello. Infine, una terza ipotesi colloca la nascita di questa razza nel XVI secolo, all’epoca della dominazione spagnola. Nella seconda parte del XIX secolo iniziò unazione selettiva della razza da parte degli allevatori per ottenere una maggiore omogeneità morfologica, a cui fece seguito l’istituzione del Libro Genealogico presso il Deposito Stalloni di Foggia. Fino alla Seconda Guerra Mondiale l’allevamento fu orientato in buona misura alla produzione di cavalli per l’esercito. Nella seconda metà del secolo scorso, quando terminò questo utilizzo, vi fu un primo tentativo di indirizzare la razza verso la produzione della carne, per la quale si mostrò poco adatta, soprattutto per le rese di macellazione particolarmente basse a causa dello scheletro pesante. Fu invece apprezzata la selezione di cavalli più leggeri, adatti per la sella e gli attacchi. La richiesta di questi animali, in particolar modo per la sella, ha consentito un abuona diffussione di questo animale, anche al di fuori della zona d’origine.

Razze zootecniche in pericolo di estinzione: il Cavallo Murgese

BIGI, DANIELE
2011

Abstract

Alcune notizie storiche indicherebbero l’origine del Murgese dai cavalli di Federico II di Svevia, nipote del Barbarossa, che tra il 1212 e il 1250 fu Imperatore del Sacro Romano Impero. Altre informazioni, farebbero risalire la formazione di questa razza da un importante allevamento che la Repubblica di Venezia, tra la fine del XV e l’inizio del XVI, aveva avviato nei pressi di Alberobello. Infine, una terza ipotesi colloca la nascita di questa razza nel XVI secolo, all’epoca della dominazione spagnola. Nella seconda parte del XIX secolo iniziò unazione selettiva della razza da parte degli allevatori per ottenere una maggiore omogeneità morfologica, a cui fece seguito l’istituzione del Libro Genealogico presso il Deposito Stalloni di Foggia. Fino alla Seconda Guerra Mondiale l’allevamento fu orientato in buona misura alla produzione di cavalli per l’esercito. Nella seconda metà del secolo scorso, quando terminò questo utilizzo, vi fu un primo tentativo di indirizzare la razza verso la produzione della carne, per la quale si mostrò poco adatta, soprattutto per le rese di macellazione particolarmente basse a causa dello scheletro pesante. Fu invece apprezzata la selezione di cavalli più leggeri, adatti per la sella e gli attacchi. La richiesta di questi animali, in particolar modo per la sella, ha consentito un abuona diffussione di questo animale, anche al di fuori della zona d’origine.
D. Bigi
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