Le infezioni gravi sono riscontrabili frequentemente nei pazienti critici: riconoscibili sia all’ ingresso in Terapia Intensiva (e spesso causa del ricovero) che acquisite durante la degenza (infezioni nosocomiali) e l’ epidemiologia di queste condizioni è al centro di attenzioni diagnostiche e preventive. Il noto incremento del rischio infettivo determinato dalla risposta al trauma, dalla malnutrizione, dalla immunodepressione e da alcune terapie primarie è, inoltre, divenuto un end-point primario per giudicare l’ efficacia di molti interventi di governo clinico e terapeutici come il supporto nutrizionale artificiale, tanto è che alcune delle più forti raccomandazioni (A-B) per la nutrizione nel paziente critico sono basate appunto sui benefici inducibili nella riduzione degli eventi infettivi (nutrizione enterale precoce, pronto raggiungimento e mantenimento dell’ obiettivo di apporti, uso di alcuni farmaconutrienti). Il supporto metabolico mediante nutrizione artificiale adeguata alle specificità dei pazienti con episodi di sepsie e sepsi severa è un campo relativamente giovane sia di ricerca che di discussione e permane tuttora aperto in quanto la complessità e la variabilità dei quadri clinici è in questo ambito assai ampia. La sepsi e l’ insufficienza multiorganica sono caratterizzate da un rilascio eccessivo di mediatori dell’ infiammazione e da una marcata stimolazione e increzione di ormoni dello stress: questo comporta profondi effetti sul metabolismo energetico e dei substrati: l’ iperglicemia (marker di gravità) e l’ iperlattacidemia (marker dell’ ipoperfusione) sono due indici che csi sono dimostrati correlare sia con l’ esito clinico che con l’ efficacia delle terapie.Vi sono, da tempo, varie evidenze chedocumentano come l’ apporto di singoli farmaconutrienti (FA n-3) e miscele arricchite con farmaconutrienti specie per via enterale (Arginina, FA n-3, nucleotidi, antiossidanti) risultano benefici non solo nei pazienti sottoposti ad alta chirurgia gastroenterologica o traumatizzati, ma anche con sepsi di grado moderato (a basso MOF).

Nutrizione artificiale nelle infezioni gravi e ripetute

ZANELLO, MARCO;
2011

Abstract

Le infezioni gravi sono riscontrabili frequentemente nei pazienti critici: riconoscibili sia all’ ingresso in Terapia Intensiva (e spesso causa del ricovero) che acquisite durante la degenza (infezioni nosocomiali) e l’ epidemiologia di queste condizioni è al centro di attenzioni diagnostiche e preventive. Il noto incremento del rischio infettivo determinato dalla risposta al trauma, dalla malnutrizione, dalla immunodepressione e da alcune terapie primarie è, inoltre, divenuto un end-point primario per giudicare l’ efficacia di molti interventi di governo clinico e terapeutici come il supporto nutrizionale artificiale, tanto è che alcune delle più forti raccomandazioni (A-B) per la nutrizione nel paziente critico sono basate appunto sui benefici inducibili nella riduzione degli eventi infettivi (nutrizione enterale precoce, pronto raggiungimento e mantenimento dell’ obiettivo di apporti, uso di alcuni farmaconutrienti). Il supporto metabolico mediante nutrizione artificiale adeguata alle specificità dei pazienti con episodi di sepsie e sepsi severa è un campo relativamente giovane sia di ricerca che di discussione e permane tuttora aperto in quanto la complessità e la variabilità dei quadri clinici è in questo ambito assai ampia. La sepsi e l’ insufficienza multiorganica sono caratterizzate da un rilascio eccessivo di mediatori dell’ infiammazione e da una marcata stimolazione e increzione di ormoni dello stress: questo comporta profondi effetti sul metabolismo energetico e dei substrati: l’ iperglicemia (marker di gravità) e l’ iperlattacidemia (marker dell’ ipoperfusione) sono due indici che csi sono dimostrati correlare sia con l’ esito clinico che con l’ efficacia delle terapie.Vi sono, da tempo, varie evidenze chedocumentano come l’ apporto di singoli farmaconutrienti (FA n-3) e miscele arricchite con farmaconutrienti specie per via enterale (Arginina, FA n-3, nucleotidi, antiossidanti) risultano benefici non solo nei pazienti sottoposti ad alta chirurgia gastroenterologica o traumatizzati, ma anche con sepsi di grado moderato (a basso MOF).
Progress in Nutrizione Clinica
102
108
M. Zanello; M. Bandini; G. Lamazza; V. Altimari; M. Vincenzi
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