C’è grande soddisfazione quando si è in grado di produrre ortaggi, anche in piccole quantità, nel proprio orto-giardino. Chi, ad esempio, ha sperimentato la coltivazione della lattuga da taglio, sa bene che non si incontrano particolari difficoltà e, soprattutto, non si deve ricorrere ad alcun intervento fitosanitario…fermo restando che si effettuino tutte le operazioni colturali nel modo migliore. Solo così è possibile infatti evitare quelle pericolose malattie fungine note come “Marciumi”. I Patogeni I funghi responsabili dei Marciumi, le sclerotinie (S. sclerotiorum e S. minor), sono patogeni tellurici estremamente polifagi (infettano anche cavoli, carota, fagiolo, sedano, ecc.); fra le diverse tipologie di lattuga, le “cappuccio” sono fra le più suscettibili, seguite da “romana” e ”Iceberg”. Sulle piante più sviluppate il sintomo iniziale è rappresentato dall'avvizzimento delle foglie basali più esterne; successivamente, il sintomo si estende rapidamente a quelle più interne fino ad interessare tutto il cespo che si adagia completamente al suolo. L'intera pianta può collassare in soli tre giorni. Tale sintomo è conseguenza della marcescenza dei tessuti del colletto, di parte del fittone radicale e dei piccioli fogliari. Una caratteristica tipica della malattia è l’agevole distacco dall’apparato radicale del cespo sottoposto ad estirpazione manuale. I consigli per evitare i Marciumi: - sistemate le aiuole in modo che l’acqua in eccesso sgrondi facilmente; - non eccedete con gli apporti idrici; - irrigate la sera o, meglio, la mattina presto in modo da evitare che la lattuga rimanga bagnata per tutta la notte; - evitate le irrigazioni a pioggia (con l’annaffiatoio) in quanto c’è il rischio di schiacciare le piante sul terreno favorendo i marciumi. In piccole superfici per non bagnare le foglie si può fare scorrere lentamente l’acqua tra le file tenendo smosso il terreno; - evitate terreni compatti, asfittici e mal drenati che indeboliscono le piante; - se coltivate la lattuga sotto un piccolo tunnel, arieggiatelo regolarmente per eliminare la condensa. Un ultimo consiglio riguarda l’avvicendamento colturale: per qualche anno evitate di piantare di nuovo lattuga, indivia o cavolo nella stessa aiuola, piuttosto ricorrete a specie poco suscettibili quali cereali, bietola e cipolla. Per la difesa, è ovvio che esistono in commercio vari prodotti chimici da aggiungere semplicemente all’acqua di irrigazione, ma negli orto-giardini familiari è meglio non rischiare la presenza di residui antiparassitari nelle foglie. La libertà di raccogliere quando si vuole è impagabile!

Marciumi su lattuga

BELLARDI, MARIA GRAZIA
2011

Abstract

C’è grande soddisfazione quando si è in grado di produrre ortaggi, anche in piccole quantità, nel proprio orto-giardino. Chi, ad esempio, ha sperimentato la coltivazione della lattuga da taglio, sa bene che non si incontrano particolari difficoltà e, soprattutto, non si deve ricorrere ad alcun intervento fitosanitario…fermo restando che si effettuino tutte le operazioni colturali nel modo migliore. Solo così è possibile infatti evitare quelle pericolose malattie fungine note come “Marciumi”. I Patogeni I funghi responsabili dei Marciumi, le sclerotinie (S. sclerotiorum e S. minor), sono patogeni tellurici estremamente polifagi (infettano anche cavoli, carota, fagiolo, sedano, ecc.); fra le diverse tipologie di lattuga, le “cappuccio” sono fra le più suscettibili, seguite da “romana” e ”Iceberg”. Sulle piante più sviluppate il sintomo iniziale è rappresentato dall'avvizzimento delle foglie basali più esterne; successivamente, il sintomo si estende rapidamente a quelle più interne fino ad interessare tutto il cespo che si adagia completamente al suolo. L'intera pianta può collassare in soli tre giorni. Tale sintomo è conseguenza della marcescenza dei tessuti del colletto, di parte del fittone radicale e dei piccioli fogliari. Una caratteristica tipica della malattia è l’agevole distacco dall’apparato radicale del cespo sottoposto ad estirpazione manuale. I consigli per evitare i Marciumi: - sistemate le aiuole in modo che l’acqua in eccesso sgrondi facilmente; - non eccedete con gli apporti idrici; - irrigate la sera o, meglio, la mattina presto in modo da evitare che la lattuga rimanga bagnata per tutta la notte; - evitate le irrigazioni a pioggia (con l’annaffiatoio) in quanto c’è il rischio di schiacciare le piante sul terreno favorendo i marciumi. In piccole superfici per non bagnare le foglie si può fare scorrere lentamente l’acqua tra le file tenendo smosso il terreno; - evitate terreni compatti, asfittici e mal drenati che indeboliscono le piante; - se coltivate la lattuga sotto un piccolo tunnel, arieggiatelo regolarmente per eliminare la condensa. Un ultimo consiglio riguarda l’avvicendamento colturale: per qualche anno evitate di piantare di nuovo lattuga, indivia o cavolo nella stessa aiuola, piuttosto ricorrete a specie poco suscettibili quali cereali, bietola e cipolla. Per la difesa, è ovvio che esistono in commercio vari prodotti chimici da aggiungere semplicemente all’acqua di irrigazione, ma negli orto-giardini familiari è meglio non rischiare la presenza di residui antiparassitari nelle foglie. La libertà di raccogliere quando si vuole è impagabile!
M.G.Bellardi
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/102565
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