Obiettivo della ricerca eseguita Valutare la prevalenza di Escherichia coli produttori di Shiga tossine negli animali al macello e nel latte crudo. Confrontare i risultati ottenuti attraverso procedure analitiche diverse, basate su tecniche colturali in combinazione con metodi d'immuno-concentrazione o su tecniche molecolari (PCR e VIDAS Ice) per lo screening dei campioni e per il riconoscimento degli isolati (ibridazione con sonde DNA). Valutare le caratteristiche di performance delle tecniche analitiche nelle matrici animali e alimentari in funzione dei diversi sierotipi virulenti oggetto delle analisi, al fine di comprendere quali procedure di screening e d'isolamento si mostrano più vantaggiose e per valutare il potenziale di falsi positivi o falsi negativi in rapporto ai livelli di contaminazione e alla natura delle matrici analizzate. Definire il profilo di virulenza degli isolati, inclusa l'antibiotico-resistenza e il patotipo e ricercare la presenza di batteriofagi vettori del gene STX2. Valutarne inoltre la potenzialità di infettare ceppi EPEC presenti nelle stalle. L'articolazione del progetto tra i vari gruppi di ricerca prevedeva la collaborazione nell'attuazione delle diverse procedure di caratterizzazione degli isolati, ma anche l'utilizzo di un comune test di screening PCR, basato sul protocollo Food PCR Project PL QLRT-1999-00226, per la ricerca dei geni STx1 e 2 negli arricchimenti selettivi dei campioni di pelle e carcassa (bovini ed ovini) latte (di vacca, pecora e capra) e filtri delle mungitrici meccaniche (laddove utilizzati). Lo scambio di aliquote concentrate degli arricchimenti, positivi e negativi e l'impiego di controlli interni costituiti da DNA target a concentrazione nota in campioni risultati negativi intendeva fornire ai diversi partecipanti al progetto collaborativo la possibilità di confrontare la riproducibilità di questa tecnica di screening ed individuare i campioni sospetti da poter saggiare con le diverse procedure analitiche.

Stipiti di Escherichia coli produttori di Shiga-tossine: variabili confondenti nella stima del rischio

TREVISANI, MARCELLO
2010

Abstract

Obiettivo della ricerca eseguita Valutare la prevalenza di Escherichia coli produttori di Shiga tossine negli animali al macello e nel latte crudo. Confrontare i risultati ottenuti attraverso procedure analitiche diverse, basate su tecniche colturali in combinazione con metodi d'immuno-concentrazione o su tecniche molecolari (PCR e VIDAS Ice) per lo screening dei campioni e per il riconoscimento degli isolati (ibridazione con sonde DNA). Valutare le caratteristiche di performance delle tecniche analitiche nelle matrici animali e alimentari in funzione dei diversi sierotipi virulenti oggetto delle analisi, al fine di comprendere quali procedure di screening e d'isolamento si mostrano più vantaggiose e per valutare il potenziale di falsi positivi o falsi negativi in rapporto ai livelli di contaminazione e alla natura delle matrici analizzate. Definire il profilo di virulenza degli isolati, inclusa l'antibiotico-resistenza e il patotipo e ricercare la presenza di batteriofagi vettori del gene STX2. Valutarne inoltre la potenzialità di infettare ceppi EPEC presenti nelle stalle. L'articolazione del progetto tra i vari gruppi di ricerca prevedeva la collaborazione nell'attuazione delle diverse procedure di caratterizzazione degli isolati, ma anche l'utilizzo di un comune test di screening PCR, basato sul protocollo Food PCR Project PL QLRT-1999-00226, per la ricerca dei geni STx1 e 2 negli arricchimenti selettivi dei campioni di pelle e carcassa (bovini ed ovini) latte (di vacca, pecora e capra) e filtri delle mungitrici meccaniche (laddove utilizzati). Lo scambio di aliquote concentrate degli arricchimenti, positivi e negativi e l'impiego di controlli interni costituiti da DNA target a concentrazione nota in campioni risultati negativi intendeva fornire ai diversi partecipanti al progetto collaborativo la possibilità di confrontare la riproducibilità di questa tecnica di screening ed individuare i campioni sospetti da poter saggiare con le diverse procedure analitiche.
2007
M. Trevisani
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