Le occasioni di intrusione nella privacy sessuale delle persone si sono, negli ultimi anni, decisamente moltiplicate. Essa risulta invasa e manipolata secondo sempre nuove ed inquietanti declinazioni, tra le quali, la più grave, non foss’altro per la sua maggiore diffusione, è la divulgazione di immagini intime, che, nel linguaggio comune, è spesso indicata con la controversa espressione “revenge porn”. Il grave danno subito dalle vittime di “revenge porn” e le dimensioni che il fenomeno sta assumendo hanno già indotto i legislatori dei principali ordinamenti angloamericani ad introdurre una specifica fattispecie incriminatrice, ed impongono di interrogarsi sulla possibilità di disciplinare in via diretta anche nel nostro ordinamento gli effetti penali della divulgazione non consensuale di immagini pornografiche. Il presente lavoro, quindi, prendendo le mosse da una messa a fuoco del fenomeno sotto diversi punti di vista (“in action”, terminologico, statistico), nonché da un’analisi del quadro di tutela attualmente predisposto dal sistema penale italiano, si propone di maturare alcune prime riflessioni sull’eventuale incriminazione specifica in ossequio ai canoni dell’offensività e della sussidiarietà.
Caletti, G. (2018). “Revenge porn” e tutela penale. Prime riflessioni sulla criminalizzazione specifica della pornografia non consensuale alla luce delle esperienze angloamericane. DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO, 3/2018, 63-100.
“Revenge porn” e tutela penale. Prime riflessioni sulla criminalizzazione specifica della pornografia non consensuale alla luce delle esperienze angloamericane
CALETTI G
2018
Abstract
Le occasioni di intrusione nella privacy sessuale delle persone si sono, negli ultimi anni, decisamente moltiplicate. Essa risulta invasa e manipolata secondo sempre nuove ed inquietanti declinazioni, tra le quali, la più grave, non foss’altro per la sua maggiore diffusione, è la divulgazione di immagini intime, che, nel linguaggio comune, è spesso indicata con la controversa espressione “revenge porn”. Il grave danno subito dalle vittime di “revenge porn” e le dimensioni che il fenomeno sta assumendo hanno già indotto i legislatori dei principali ordinamenti angloamericani ad introdurre una specifica fattispecie incriminatrice, ed impongono di interrogarsi sulla possibilità di disciplinare in via diretta anche nel nostro ordinamento gli effetti penali della divulgazione non consensuale di immagini pornografiche. Il presente lavoro, quindi, prendendo le mosse da una messa a fuoco del fenomeno sotto diversi punti di vista (“in action”, terminologico, statistico), nonché da un’analisi del quadro di tutela attualmente predisposto dal sistema penale italiano, si propone di maturare alcune prime riflessioni sull’eventuale incriminazione specifica in ossequio ai canoni dell’offensività e della sussidiarietà.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


