In quest’articolo sono descritte due possibili soluzioni del problema di Apollonio nello spazio. Lo spunto sono alcune importanti considerazioni fatte, intorno al 1810, all’ Ecole Polytechnique di Parigi. Il modo di trovare una sfera tangente ad altre quattro pare abbia particolarmente interessato i ricercatori dell’epoca. Nello specifico sono stati esaminati il Traite de géométrie descriptive (Paris 1828) di Jean Nicolas Pierre Hachette (1769 – 1834) e il Mèmoire (le 15 Juin 1812, Journal de l’école polytechinique, XVI, 124 – 214) di Louis Gaultier (1776 – 1845). Entrambi sono stati allievi e poi professori nella stessa scuola dove insegnò Gaspard Monge (1746 – 1818). Gli obiettivi principali che si vogliono perseguire, attraverso la sperimentazione di costruzioni geometriche nel laboratorio virtuale della geometria descrittiva, per mezzo, cioè, della rappresentazione digitale, sono: - descrivere la costruzione di una sfera tangente ad altre quattro, date, con riga e compasso (con il metodo di Gaultier); - descrivere la costruzione di una sfera tangente ad altre quattro, date, attraverso le sezioni di un cono retto (con il metodo di Hachette); - illustrare tale soluzione rappresentando le considerazioni di Hachette; - infine mettere in luce come queste considerazioni siano in relazione con la soluzione proposta da Riccardo Migliari in questo stesso volume, ispirata alle analisi di Adriaan van Roomen (1561 – 1615) e, con lo studio di Kasner illustrato, sempre in questo volume, da Leonardo Baglioni. Questo lavoro si colloca nell’ambito del rinnovamento della geometria descrittiva attualmente promosso dalla scuola romana. La rappresentazione digitale dà la possibilità di raggiungere un livello di evidenza visiva che prima era irraggiungibile e, attraverso questa evidenza, raggiungere una semplificazione dei problemi e delle loro soluzioni, che è anche generalità del risultato. Concludendo questo studio vuole essere un contributo al rinnovamento della geometria descrittiva. In questo quadro, il disegno geometrico è da considerarsi, prima di tutto, come uno strumento della logica e la rappresentazione non è più soltanto un mezzo per creare immagini, ma è uno strumento di invenzione e di scoperta.

L’estensione del problema di Apollonio nello spazio e L’Ecole Polytechnique

FALLAVOLLITA, FEDERICO
2008

Abstract

In quest’articolo sono descritte due possibili soluzioni del problema di Apollonio nello spazio. Lo spunto sono alcune importanti considerazioni fatte, intorno al 1810, all’ Ecole Polytechnique di Parigi. Il modo di trovare una sfera tangente ad altre quattro pare abbia particolarmente interessato i ricercatori dell’epoca. Nello specifico sono stati esaminati il Traite de géométrie descriptive (Paris 1828) di Jean Nicolas Pierre Hachette (1769 – 1834) e il Mèmoire (le 15 Juin 1812, Journal de l’école polytechinique, XVI, 124 – 214) di Louis Gaultier (1776 – 1845). Entrambi sono stati allievi e poi professori nella stessa scuola dove insegnò Gaspard Monge (1746 – 1818). Gli obiettivi principali che si vogliono perseguire, attraverso la sperimentazione di costruzioni geometriche nel laboratorio virtuale della geometria descrittiva, per mezzo, cioè, della rappresentazione digitale, sono: - descrivere la costruzione di una sfera tangente ad altre quattro, date, con riga e compasso (con il metodo di Gaultier); - descrivere la costruzione di una sfera tangente ad altre quattro, date, attraverso le sezioni di un cono retto (con il metodo di Hachette); - illustrare tale soluzione rappresentando le considerazioni di Hachette; - infine mettere in luce come queste considerazioni siano in relazione con la soluzione proposta da Riccardo Migliari in questo stesso volume, ispirata alle analisi di Adriaan van Roomen (1561 – 1615) e, con lo studio di Kasner illustrato, sempre in questo volume, da Leonardo Baglioni. Questo lavoro si colloca nell’ambito del rinnovamento della geometria descrittiva attualmente promosso dalla scuola romana. La rappresentazione digitale dà la possibilità di raggiungere un livello di evidenza visiva che prima era irraggiungibile e, attraverso questa evidenza, raggiungere una semplificazione dei problemi e delle loro soluzioni, che è anche generalità del risultato. Concludendo questo studio vuole essere un contributo al rinnovamento della geometria descrittiva. In questo quadro, il disegno geometrico è da considerarsi, prima di tutto, come uno strumento della logica e la rappresentazione non è più soltanto un mezzo per creare immagini, ma è uno strumento di invenzione e di scoperta.
F. Fallavollita
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/102224
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